Liverpool, un'altra Istanbul. Grazie al discorso di Klopp

Origi svela: "Negli spogliatoi Klopp ci ha detto di fare qualcosa che avremmo potuto raccontare ai nostri nipoti"

di LUCIANO CREMONA

"Adesso rientrate in campo e giocate un secondo tempo speciale, per i tifosi, create qualcosa da raccontare ai vostri nipoti". Fine primo tempo, pancia di Anfield, spogliatoio del Liverpool, Reds sotto 2-0 con il Dortmund. Klopp guarda i suoi giocatori. E non chiede loro di vincere, chiede loro di giocare per la gloria. Divock Origi, che a fine partita racconterà alla stampa quasi commosso il discorso dell'allenatore tedesco, entra in campo e segna dopo 3'. Poi l'1-3 che avrebbe ammazzato un toro. Non il Liverpool. 4-3, rimonta epica, una nuova Istanbul.

Sì, come a Istanbul. I giornali inglesi non si sono lasciati scappare l'occasione di rievocare l'incredibile finale di Champions 2005 fatale al Milan, quando i Reds, in 6', passarono dallo 0-3 al 3-3, per poi vincere ai rigori. "Pochi club sono capaci di queste notti. Non è questione di giocatori, è il dna del club", ha twittato Jamie Carragher, cuore Reds, che ha assistito alla partita dagli spalti di Anfield. Il gol di Lovren al 92' ha fatto esplodere il cuore alla marea rossa. "All we need is Lov", ha titolato Metro.

Gerrard, Smicer e Xabi Alonso furono gli eroi di Istanbul, assieme a Dudek. Ora i nuovi idoli della Kop sono Origi, Coutinho, Sakho e Lovren: la posta in palio non era la stessa, ma i Reds si sono ritrovati uniti al servizio del condottiero Klopp, già emblema di un club così speciale, che ha saputo toccare il cuore dei suoi giocatori con un discorso emozionale che gli addetti ai lavori avranno piacere di studiare. Ed è stato lo stesso Klopp ad evocare lo "spirito di Istanbul" negli spogliatoi: "Io non c'ero, ma alcuni giocatori del Liverpool erano sotto 3-0 in una finale di Champions e l'hanno vinta. Non è la stessa cosa, ma è possibile. Proviamoci".

"This is Anfield", questo è Anfield, ha twittato subito Xavi Alonso al termine della partita, postando la foto del cartello che avvisa i giocatori all'imbocco del tunnel per entrare in campo. I brividi poi non fanno altro che aumentare quando, guardando il calendario, ci si accorge che l'impresa contro il Borussia è arrivata il 14 aprile, alla vigilia della 27esima ricorrenza del disastro di Hillsborough, quando in quel maledetto match tra Liverpool e Nottingham morirono 96 persone. Sui social si sono scatenati altri "cuori" Reds. Pepe Reina ha immediatamente twittato la propria gioia, Balotelli lo ha seguito a ruota ("Wow, che partita. Sono così felice per i miei fratelli Lovren e Sakho"). L'esaltazione è stata così trasversale ed elettrizzante che persino Tuchel, allenatore del Borussia, a fine partita ha ammesso: "Atmosfera pazzesca, eccezionale giocare a calcio con questo clima. Ma non dovevamo avere pietà, la rimonta del Liverpool è qualcosa di illogico". La stessa cosa che da 11 anni pensano i tifosi del Milan quando rivedono le parate di Dudek su Shevchenko a Istanbul. "You'll never walk alone", recita il coro dei Reds. A volte viene da pensare che gli dei del calcio tifino Liverpool.

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