Copa America: il Brasile abbatte il tabù Paraguay, verdeoro in semifinale ai rigori

Al 90' è 0-0, si va dagli 11 metri, dove la Seleçao è stata eliminata nel 2011 e nel 2015 dall'Albirroja. Decisivo l'errore di Derlis Gonzalez

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Il Brasile è in semifinale nella Copa America 2019. La Seleçao domina la gara ma necessita dei rigori per battere un Paraguay costretto a giocare per mezz'ora in 10 a causa del rosso a Balbuena. Al 90' è 0-0, si va subito dagli 11 metri: i verdeoro, eliminati così dalla Albirroja nel 2011 e nel 2015, sono più precisi. Finisce 4-3: Alisson ne para uno, l'errore decisivo è di Derlis Gonzalez. In semifinale potrebbe esserci l'Argentina, se battesse il Venezuela.

Buona la terza. Il quarto di finale Brasile-Paraguay finisce ancora ai rigori. Stavolta, dopo due cocenti delusioni, per i verdeoro arriva la rivincita. Un tabù spezzato, quando tutto lasciava presupporre che la maledizione dell'Albirroja potesse ripresentarsi ancora sotto forma di quella lotteria che non sempre premia i più forti. Se poi il Brasile gioca in casa, sono addirittura più facili i finali da psicodramma. Il destino sembra preparare lo scherzetto anche in questa edizione. Il Brasile domina, andando già dopo 3' vicino al gol con Firmino, che tira troppo centrale da buona posizione. Tite schiera Gabriel Jesus e Firmino dal primo minuto, rinunciando a Neres. A supporto, la qualità di Coutinho ed Everton, mentre a far legna in mezzo ci sono Allan (in sostituzione dello squalificato Casemiro) e Arthur. Anche con questa sorta di 4-2-4 il primo tempo verdeoro non carbura. Anzi, l'altra grande occasione è per il Paraguay: Gustavo Gomez (ex Milan) pesca Derlis Gonzalez in area, Alisson conferma di essere tra i migliori portieri del mondo. Se non il numero 1 del ruolo.

Si va negli spogliatoi con qualche mugugno, ma il Brasile alza il ritmo nella ripresa. Tite inserisce la spinta di Alex Sandro sulla sinistra al posto di un Filipe Luis sin troppo abbottonato, la manovra verdeoro ne guadagna in termini di qualità. Al 54', poi, arriva la conferma che si giocherà a una porta: cartellino rosso a Balbuena per fallo da ultimo uomo su Firmino. Inizialmente l'arbitro cileno Tobar Vargas fischia rigore per la gioia della Arena do Gremio (Porto Alegre). La Var corregge la decisione: punizione dal limite, calciata fuori di poco da Dani Alves. I verdeoro, in 11 contro 10, sprigionano la loro potenza di fuoco, Everton è inarrestabile (così come per il resto della Copa America), mentre Coutinho va a corrente alternata. Tite allora butta nella mischia anche Willian al posto di Allan: la Seleçao schiera cinque attaccanti più due terzini come Dani Alves e Alex Sandro. È un assedio, si vuole evitare a tutti i costi lo spettro dei calci di rigore. Non è della stessa idea il portiere paraguaiano Fernandez, autore di due grandi interventi su Arthur e Alex Sandro nell'ultima parte di gara. A ridosso del 90' c'è spazio anche per Paquetà. Troppo poco per farsi vedere, anche perché da regolamento nei quarti e in semifinale si va subito ai rigori. Nel Paraguay tradiscono i due migliori, Gustavo Gomez (parato da Alisson) e Derlis Gonzalez (fuori). Per la Seleçao segnano Willian, Marquinhos e Coutinho, mentre sbaglia (e di tanto) Firmino. Il rigore decisivo è sui piedi di Gabriel Jesus, che manda i verdeoro tra le prime quattro. In proiezione, c'è una supersfida contro l'Argentina, a patto che Messi e compagni battano il Venezuela.

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