Colombia: Tesillo minacciato di morte dopo il rigore sbagliato contro il Cile in Coppa America

Il precedente di Escobar nel 1994 è inquietante, ma il padre spera che finisca qui: "Stiamo pregando"

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Quello del calciatore in Colombia è solo all'apparenza un mestiere privilegiato. Passare dall'essere idolo assoluto all'odio dei propri connazionali è un attimo. Il tempo di battere un rigore e di sbagliarlo. Pochi secondi e si passa alle minacce. Questo è quello che sta succedendo a William Tesillo, difensore ventinovenne del Santa Fè. La sua grave colpa è stata quella di aver sbagliato il rigore decisivo nei quarti di finale di Coppa America. Con quell'errore, la Colombia è stata eliminata a favore del Cile. E nelle ore immediatamente successive al misfatto, Tesillo ha cominciato a ricevere minacce di morte, rivolte non solo a lui ma anche a tutti i suoi familiari. Non sono segnali da trascurare da quelle parti, perché nessuno ha dimenticato Andres Escobar, che dopo il Mondiale del 1994 andò incontro alla morte al ritorno in patria, ucciso con dei colpi di pistola da un'ex guardia del corpo all'uscita del ristorante dove aveva appena cenato con la moglie. Il padre di Tesillo non ha nascosto la sua preoccupazione parlando a Radio Caracol: "Stiamo pregando molto in questi giorni. Dovremmo capire tutti che scos'è il calcio, uno sport nel quale esistono le vittorie e le sconfitte. Non si può arrivare a certi estremi". 
Tesillo, nato a Barranquilla il 2 febbraiod el 1990l ha sempre giocato nel campionato colombiano, prima con il Deportes Quindio, poi con l'Atletico Junior Barranquilla e dal 2016 con il Santa Fè. Ha esordito in Nazionale il 26 gennaio del 2017 in amichevole contro il Brasile (2017) e ha giocato le Olimpiadi del 2016 da titolare. Ovviamente Tesillo e la sua famiglia si augurano che tutto finisca qui, che alle minacce non facciano seguito degli atti di violenza vera e propria. Il caso di Escobar, nonostante siano passati 25 anni, non lascia del tutto tranquilli, anche se quella vicenda non fu mai chiarita del tutto. Pare infatti che il "sacrificio" di Andres Escobar fosse stato all'epoca deciso da un clan di scommettitori che avevano investito grosse cifre sulla qualificazione della Colombia agli ottavi del Mondiale americano. In sostanza, allibratori e scommettitori avrebbero rispecchiato due cartelli rivali, quello di Cali contro quello di Medellin impegnato proprio in quel periodo a risorgere. Escobar avrebbe, con il suo autogol, involontario ma determinante contro gli Stati Uniti, aiutato gli allibratori a evitare il disastro economico, e il clan degli scommettitori, distratti dalla sconfitta, gliel'avrebbe fatta pagare con la vita. Precedenti agghiaccianti, ma il mondo si augura che stavolta ci sia un lieto fine. 

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