Il centrocampista rescinde il contratto: lascia il calcio per stare vicino al padre malato dopo la tragica scomparsa del fratello
Per Kevin Kampl, 35 anni e centrocampista del Lipsia, è arrivato il momento di dire basta, quasi certamente in modo definitivo, al calcio. Quello dello sloveno, però, non è un addio come quello di tutti gli altri calciatori visto che ha deciso di rescindere il contratto con il club tedesco non per questione di età, ma per una scelta di cuore: tornare a casa e stringersi alla sua famiglia, devastata da un doppio dramma.
Tutto è cambiato lo scorso ottobre, con la morte improvvisa del fratello Seki a soli 51 anni. Un colpo durissimo, aggravato nelle settimane successive dalla malattia del padre. Di fronte a tanto dolore, Kampl non ha avuto dubbi: "L'improvvisa perdita di mio fratello mi ha fatto capire quanto sia prezioso il tempo e quanto sia importante trascorrerlo con le persone che ci sono più care", ha scritto in un toccante messaggio ai tifosi. "Dopo tutti questi anni, ho capito che è giunto il momento di tornare a casa, anche perché mio padre non sta bene di salute. È tempo che non tornerà più".
Il Lipsia ha compreso l'umanità della richiesta, accettando la risoluzione anticipata del contratto, che arriverà a fine mese. Kampl lascia dopo un decennio da protagonista: arrivato nel 2017, ha collezionato 283 presenze, 13 gol e 23 assist, vincendo due Coppe di Germania e una Supercoppa, oltre a raggiungere una semifinale di Champions.
Marcel Schäfer, AD del club, lo ha salutato con onore: "La sua decisione di concentrarsi sulla famiglia merita il massimo rispetto e sottolinea il suo carattere impeccabile". L'ultimo saluto al pubblico avverrà il 17 gennaio, in occasione del big match contro il Bayern Monaco. Per il futuro, Kampl lascia una porta socchiusa (magari in Slovenia), ma ammette: "Tornare in campo un giorno? Al momento sembra assolutamente irrealistico".