Galatasaray-Juventus, le reazioni social non perdonano la disfatta bianconera
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La scelta di volare in Germania sta pagando: il club non ha paura a lanciarli anche in partite di Champions League
Giovani italiani crescono in Vestfalia. Il Borussia Dortmund è da sempre un club attento ai talenti: si è perso il conto dei giocatori scovati, coltivati e poi rivenduti a prezzi da capogiro. La notizia è che ora, contrariamente a quanto accadeva in passato, i gialloneri pescano (tanto e bene) anche in Italia. La dimostrazione di questo nuovo trend è sotto gli occhi di tutti, messo in mostra sul palcoscenico più importante del calcio per club: la Champions League. Negli ultimi due impegni europei, ironia della sorte contro Inter e Atalanta, il Dortmund ha lanciato due ragazzi italiani: Filippo Mané, classe 2005, e Luca Reggiani, 2008. E un altro 2008 non ha ancora esordito, ma promette di farlo prestissimo: Samuele Inacio Pià. I tedeschi puntano moltissimo su di lui, tanto da inserirlo in lista Champions.
Non è scontato che un club con le ambizioni dei gialloneri dia la possibilità a ragazzi di 18 anni di giocare una partita europea. Per intenderci l'unica squadra italiana ad aver fatto giocare un 2008 in questa edizione di Champions è l'Atalanta con Honest Ahanor. Gli altri giovani che hanno trovato spazio in Europa con i nostri club sono Pio Esposito e Kenan Yildiz, entrambi 2005, ma che chiaramente sembrano essere l'eccezione più che la regola. Anche per questo oggi i talenti più brillanti del nostro calcio prendono in considerazione un periodo di crescita all'estero.
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Il caso più chiacchierato è quello legato a Samuele Inacio Pià. Classe 2008, figlio d'arte, Pià è un trequartista dal talento cristallino, fiore all'occhiello di tutte le Under italiane. Nel 2024 il Dortmund l'ha "scippato" alle giovanili dell'Atalanta. E a sentire le parole di Percassi lo sgarbo non è stato ancora perdonato, tanto da saltare il tradizionale pranzo Uefa prima del match: "Oggi nel Borussia Dortmund vediamo un tesserato del nostro club, cresciuto a Zingonia da quando aveva 7 anni e di cui il papà è stato portato nella mia prima presidenza a Bergamo. È successo questo episodio ma io non voglio giudicare la decisione del ragazzo. Per me è molto grave è il fatto che il Borussia non abbia mai dato la disponibilità a sedersi e risolvere una questione che noi abbiamo portato in FIFA. Tra club prima di tutto bisogna rispettarsi. Come può il Borussia Dortmund venire a sottrarre un talento all’Atalanta“.