Malagò: "Calcio commissariato? Forse avevo ragione io..."

Alcuni club di Serie A vorrebbero chiedere al n.1 del Coni l'intervento. "Non dò giudizi, ma non mi stupisco che il problema sia a questi livelli"

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A dodici giorni dal voto, il voto per eleggere il nuovo presidente della Federcalcio (29 gennaio) riecco che compare l'ombra del commissario. Non un dato di fatto, piuttosto una suggestione visto che alcuni club di Serie A avrebbero (avrebbero) chiesto al presidente del Coni di intervenire e, appunto, di commissariare la Figc visto che l'urna, fra i tre candidati Sibilia, Gravina e Tommasi, rischia di non dare un verdetto.

La risposta? Eccola. "Commissariare il calcio? Giorno dopo giorno, sia a livello di comunicazione, sia a livello dei vari rappresentanti delle componenti, iniziano a convincersi che quella era solo una cosa di buonsenso e che io ho avuto il coraggio di dire tempo addietro". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando dell'attuale momento politico del calcio italiano.
In lizza, ci sono tre candidati e una Lega Serie A ancora commissariata: "Non mi stupisce affatto - osserva Malagò a margine della presentazione dell'accordo tra Federazione italiana canoa kayak e il ministero dell'Ambiente - era abbastanza scontato. Chi conosce il mondo del calcio e frequenta le varie componenti sa bene di cosa stiamo parlando. Si sapeva perfettamente che questo era lo stato di fatto e questa la situazione che si sarebbe creata. E puntualmente si sta andando avanti. Lo dico con malinconia e dispiacere".

Si parla di alcuni club di Serie A che con una lettera vorrebbero chiedere a Malagò il commissariamento: "Ho letto i giornali,ma io non do nessun tipo di giudizio - conclude il numero uno dello sport italiano - non esprimo più un'opinione salvo quella che ho esternato nel passato recente sulla Federcalcio. Qualsiasi atto pubblico, ufficiale, formale, politico sportivo, lo giudichiamo quando arriverà. Ammesso che arrivi".

"Malagò e il commissariamento del calcio? Malagò è una persona di buonsenso e quando fa delle affermazioni sono sempre molto ponderate, valutate ed attente. Il nostro è un mondo che si ispira a principi di democrazia e dobbiamo poterla esercitare: ci sono delle regole, tre candidati sono la massima espressione del diritto democratico". Così il numero uno della Lega Pro, Gabriele Gravina, uno dei tre candidati alla corsa alla presidenza della Figc. "Se tutto questo non dovesse portare a un risultato condiviso che dia l'idea di responsabilità per poter governare il calcio italiano - aggiunge Gravina a margine della firma di un protocollo d'intesa con l'Anci a Roma - le parole di Malagò non solo sarebbero di buonsenso ma troverebbero tutte le buone ragioni".

"Spero che entro il 29 i tre candidati usino la loro intelligenza per arrivare ad una soluzione condivisa. Andare con tre candidati è devastante, se sarà così noi al primo turno non votiamo, perché eleggeremmo un presidente che in Consiglio non ha i numeri per fare le riforme". Parola del presidente degli arbitri Marcello Nicchi a Radio sportiva sulle elezioni per la nuova guida della Figc. "Non si può cambiare il calcio a colpi di maggioranza. Il commissariamento? Spero che non ci sia, ma non lo posso escludere".

"Tommasi-Gravina per la presidenza della Figc? Sicuramente con tre candidati ci dovrà essere una convergenza. Se non prima delle elezioni, sicuramente in quarta votazione. La mia vuole essere una candidatura di proposta. Se si polarizza il consenso per essere contro qualcuno è un passaggio successivo". Lo dice il presidente Aic, Damiano Tommasi, in merito alla corsa alla presidenza della Figc parlando a margine della presentazione del quarto report 'calciatori sotto tiro'. "Una candidatura unica scenario possibile? Non è impossibile ma sicuramente è molto complicato - aggiunge -, oggi noi tre candidati abbiamo le idee chiare su quella che dovrà essere la prossima federazione non mi sembra che ci siano i presupposti ma come abbiamo visto nel calcio le cose possono cambiare in poche ore". L'ultima battuta è sul tema commissariamento della Figc. "Ci devono essere dei presupposti giuridici che al momento non ci sono. Se ci saranno in futuro non solo sarà giusto ma anche un diritto e un dovere da parte del Coni".

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