Ancelotti: "Sul mercato idee chiare. Quagliarella? Tutto è possibile"

Mihajlovic: "La salvezza un miracolo, il 10° posto un capolavoro"

Ancelotti: "Sul mercato idee chiare. Quagliarella? Tutto è possibile"

Carlo Ancelotti minimizza il ko di Bologna ("non mi brucia, una gara che valeva poco") e pensa alla prossima stagione. "Sul mercato abbiamo le idee chiare - ha spiegato a fine gara l'allenatore del Napoli - Quagliarella? Nella vita tutto è possibile. So di che nazionalità è il nostro prossimo miglior acquisto, ma non lo dico". Il collega Mihajlovic si gode l'impresa: "La salvezza è un miracolo, il 10° posto un capolavoro".

"L'obiettivo era stato raggiunto tre settimane fa, ossia il secondo posto. Abbiamo fatto una buona partita, siamo stati un po' leggeri dietro, ma questo rientra nell'ottica della gara che valeva poco. Non cambia molto, ora andiamo in vacanza e prepareremo la prossima stagione".

L'anno prossimo per migliorare servirà un po' più di concretezza. "Abbiamo fatto tanti gol, ma per la mole costruita, considerando tutti i pali presi, con un po' di cinismo in più si potevano segnare più gol. Sì, serve più cinismo".

Ancelotti promuove il suo Napoli. "Abbiamo aggiunto livelli altissimi la prima parte di stagione, nella seconda ci sono stati tanti piccoli problemi. Abbiamo messo le basi per il prossimo anno".

MIHAJLOVIC: "DOMANI PARLERO' CON LA SOCIETA'"

"Che voto do al mio percorso col Bologna? Prendere una squadra a fine gennaio con un piede e mezzo in B e arrivare a salvarsi alla penultima giornata, vincere sette partite di fila in casa contro il Napoli è sicuramente un capolavoro - ha spiegato Mihajlovic -. Siamo decimi, speriamo di mantenere questa posizione anche domani. Partita dopo partita siamo andati sempre meglio".

I tifosi chiedono a gran voce la sua riconferma, ma il suo futuro passa dal confronto con il presidente Saputo. "Sicuramente a un allenatore fa piacere quando vede che il pubblico lo acclama, ma so anche che le cose possono cambiare subito, bastano due partite e nel calcio non c’è riconoscenza, siamo legati ai risultati. Rimango sempre lucido, sicuramente è una cosa molto bella, ho ripagato il debito che avevo con loro dieci anni fa. Domani parlerò con la società e decideremo insieme con tranquillità e lucidità quello che c’è da fare. Abbiamo rimandato tutto a fine campionato, ora possiamo parlare con serenità. Anche quando vincevo non andavo sotto la curva, poi è giusto che i meriti se li prendano i giocatori. Quando sono arrivato ho cercato di trasmettere alla squadra quello che voglio, di giocare sempre per vincere e non per non perdere".

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