IL BILANCIO

Variabile Atalanta sulla Champions "italiana": così la Dea può toglierci la sesta squadra

Non basterà la vittoria in Europa League per regalare all'Italia un posto aggiuntivo in Champions: se Gasperini fa nove punti sono guai

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Variabile Atalanta sulla Champions "italiana": così la Dea può toglierci la sesta squadra - foto 1
© Getty Images

Avevamo decisamente fatto i conti senza l'oste. O meglio, non avevamo fatto i conti con la variabile Atalanta. Il sesto posto italiano in Champions League è appeso a un filo tutto nerazzurro, non solo perché era, ed è necessario che la Dea vinca la finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen, cosa del tutto possibile, ma anche perché un eventuale filotto in campionato degli uomini di Gasperini toglierebbe all'Italia la possibilità di portare sei squadre nell'Europa dei grandi. Spieghiamo: il pareggio della Juventus contro la Salernitana, unito allo scontro diretto di lunedì 20 maggio tra il Bologna e i bianconeri ha infatti aperto una possibilità fin qui non presa in considerazione, vale a dire che l'Atalanta possa entrare nelle prime quattro. I conti sono presto fatti: i bergamaschi, che devono recuperare la gara contro la Fiorentina, possono raggiungere, con tre vittorie, 72 punti, una quota irraggiungibile per una tra Juventus e Bologna che, quindi, scivolerebbero al quinto posto. E dato che per arrivare a sei squadre nella prossima Champions l'Atalanta dovrebbe vincere l'Europa League ma arrivare non più in alto del quinto posto, ecco che il "danno" sarebbe fatto. 

Logico, in questo senso, che ai nerazzurri di Gasperini guardino con particolare, e spaventata attenzione, Roma e Lazio, rispettivamente sesta e settima e separate da un solo punto in campionato. Perché la Champions resti ancora possibile, serve almeno un mezzo scivolone della Dea in campionato. Almeno un pareggio tra la trasferta di Lecce (salentini già salvi), la gara casalinga contro il Torino (in corsa per un posticino in Europa) o, in ultima analisi, contro la Fiorentina nel recupero del 2 giugno, a bocce ferme. 

Perché in effetti, al netto dei grandi meriti dell'Atalanta, vincere l'Europa League e poi toglierci la sesta italiana in Champions con 9 punti nelle prossime tre gare di campionato sarebbe obiettivamente una beffa grande. Chiaramente non si vuole qui dire che la Dea debba far di conto per interposta squadra, ma certo è che le sorti dell'Italia sono tutte nelle sue mani...

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