Mancini ha ragione: l'Italia è sorprendente

Il centravanti è un falso problema che si risolverà, ma in mezzo al campo bisogna pensare a qualcosa

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Andiamo controcorrente, pur riconoscendo un dato di fatto incontestabile e cioè che, evidentemente, la Nazionale segna poco. Ammettendolo, Mancini ha però voluto chiarire un altro aspetto, che non è affatto secondario e che gli va riconosciuto: la squadra è molto più avanti di quanto ci si potesse aspettare. Diciamolo, la nuova Italia ci ha fatto diventare un po' tutti di bocca buona e trovare difetti è diventato prestissimo lo sport nazionale più in voga. Ma ci ricordiamo che con la gestione Ventura non siamo nemmeno andati ai Mondiali? Ci ricordiamo che si parlava di una ricostruzione necessaria, lunga e difficile? Ecco, da questo punto di vista, le gare contro Polonia e Portogallo sono state oltre modo sorprendenti. Cerchiamo di capirci: l'Italia ha dominato. E nemmeno dominato così per dire, ha dominato perché ha chiuso il primo tempo con un possesso palla imbarazzante sia contro i polacchi, considerati unanimamente una nazionale buona e in crescita, che contro i campioni d'Europa in carica. D'accordo, mancava Ronaldo e alla fine abbiamo pure rischiato di perdere, ma per tutto il primo tempo non l'hanno vista mai. Settantadue per cento di possesso palla è roba da Juve-Maceratese con tutto il rispetto possibile per quest'ultima. Noi - che siamo neonati, che dobbiamo crescere, che siamo reduci dal peggior fallimento sportivo degli ultimi 50 anni -, noi, dicevamo, lo abbiamo avuto contro il Portogallo. Quindi, prima di ogni cosa, ricordiamoci di partire da qui.

Un difetto piuttosto evidente però c'è e, a nostro parere, riguarda relativamente il centravanti. La gestione del non possesso nella seconda parte delle partite, quando le squadre inevitabilmente si allungano, ha messo in luce un evidente deficit fisico. È accaduto sia contro la Polonia che contro il Portogallo e, in entrambi i casi, abbiamo rischiato di perdere.

Spieghiamo: fino a che le gambe tengono e la squadra riesce a essere molto corta, funzionano sia il pressing offensivo che le marcature preventive di centrocampisti e difensori. Quindi recuperiamo subito il pallone e diamo il la ad azione almeno potenzialmente pericolose. Quando il campo si allarga, però, fatichiamo a contenere la maggior fisicità degli avversari ed esponiamo la difesa a pericolosi uno contro uno. Più dell'assenza di un centravanti - che in realtà c'è, da Balotelli a Belotti fino a Cutrone, perché è chiaro che servono chili là davanti - è la leggerezza in mezzo al campo a poter diventare un problema. Siamo piccoli e di alternative non ce ne sono: Bonaventura è piccolo, Pellegrini leggero, Tonali entrambe le cose per citare tre esempi. Tutti giocatori con caratteristiche abbastanza simili a quelle di Verratti o Jorginho. Quando quindi, e capita sempre, tocca fare legna davanti alla difesa, come se la cava Mancini?

Certamente, però, è un'Italia a tratti entusiasmante, bella come non si vedeva da un pezzo. Ha logica e idee chiarissime e un ct molto partecipe durante tutto l'arco del match. Era tempo che non si vedeva un allenatore della Nazionale dare indicazioni continue durante la partita. Mancini c'è e si sente. Non si è limitato al ruolo di selezionatore, che sta facendo bene, chiamando i migliori e provando gradualmente a inserire i giovani. Sta plasmando la squadra, sfruttando in parte il lavoro dei club e aggiungendo qualcosa di suo. Ed è realmente molto avanti rispetto a quanto fosse preventivabile. Il punto è piuttosto capire quale sia il margine di crescita di questo gruppo o se queste buone partite non siano effettivamente il punto più alto raggiungibile. Perché nella crescita migliorerà il gioco offensivo e si risolverà la questione centravanti. Se invece il meglio possibile fosse questo, allora avrebbe di nuovo ragione Mancini: il gol non è proprio un dettaglio.

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