Lippi uomo forte in Figc: sarà il direttore tecnico dell'Italia del post-Conte

Un nuovo ruolo fortemente voluto dal presidente federale Carlo Tavecchio

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La sua panchina - aveva detto qualche giorno fa con una battuta esaustiva - sarà sul lungomare di Viareggio. Cosi, tanto per far capire a chi ancora non l'avesse capito, che lui - Marcello Lippi-  l'allenatore non lo farà più, nonostante in inverno fosse stato tentato da una piccola voglia di ricominciare. Non si siederà quindi sulla panchina del Milan, tantomeno su quella della Nazionale, ma avrà un ruolo importante all'interno della Federcalcio, un ruolo che esiste in quasi tutte le Nazioni, tranne che da noi. Sarà il Direttore Tecnico della Federazione Italiana Gioco Calcio.

Sarà in pratica il punto di riferimento e il coordinatore di tutte le varie componenti di carattere tecnico, la Nazionale maggiore, le giovanili, il Centro di Coverciano, le scuole di formazione, l'Associazione Italiana Allenatori di Calcio. Un ruolo importante che Carlo Tavecchio ha assegnato doverosamente e meritatamente a chi a livello di club, ma principalmente attraverso il vittorioso Mondiale del 2006, ha davvero dato tanto al nostro movimento calcistico. Un ruolo che in linea teorica non permetterebbe intromissioni all'interno, per esempio, del Club Italia, che rischierebbero di interferire sul lavoro del Commissario Tecnico, ma è normale che le sue parole saranno ascoltate in sede decisionale.

Le sue, come quelle di Conte, di Oriali, utili di questi tempi a Tavecchio per arrivare alla non facile scelta del nuovo ct. La cerchia dei papabili è ormai ristretta a tre nomi: Gianpiero Ventura, che ha l'età giusta, fa giocare bene, ma che a Torino è contestato. Vincenzo Montella, che ama il bel calcio, che è sicuramente molto giovane, ma che arriva da una stagione da dimenticare. E poi Gianni De Biasi: non ha un grandissimo curriculum, ma l'Europa ha imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo attraverso le imprese della sua piccola grande Albania. Candidati che non hanno sicuramente lo stesso biglietto da visita col quale poteva presentarsi due anni fa Antonio Conte, fresco reduce da tre secudetti di fila. Ma tant'è. Siamo al conclave, per la fumata bianca ancora un po' di pazienza.