La notte dell'Nba consegna la terza sconfitta casalinga per i Boston Celtics, che avevano iniziato con venti successi interni di fila e vengono travolti dai Lakers: 114-105 il punteggio per gli ospiti che, senza Davis e LeBron, vengono trascinati da Reaves (32). Maxey ne fa 51 a Utah e trascina i Sixers (127-124), mentre i Knicks non si fermano più: 109-105 ai Pacers e nona sinfonia di fila. Sorridono anche i Cavs: Memphis ko in rimonta (108-101).
BOSTON CELTICS-LOS ANGELES LAKERS 105-114
Il big match della notte ha un esito a sorpresa, perché a Boston trionfa la squadra più rimaneggiata. Dopo aver iniziato la loro stagione con venti vittorie di fila tra le mura amiche, i Celtics vengono sconfitti in casa per la terza volta nelle ultime cinque sfide: il 114-105 dei Lakers nasce col +14 nel secondo quarto e la strenua difesa del vantaggio nei minuti finali. Senza Anthony Davis e LeBron James, la formazione losangelina ritrova un Austin Reaves da sogno: 32 punti per lui, con un notevole 7/10 da tre a punire la pigra difesa avversaria. Il suo ruolo è quello del frontman in una squadra che ne porta sei in doppia cifra, fornendo una buonissima prestazione: Russell trova 16 punti e 14 assist, Hayes chiude in doppia doppia con 16 punti e 10 rimbalzi e Hachimura si ferma a 15. Sono loro i migliori alle spalle di Reaves, in una squadra che tira oltre il 50% da tre (19/36) e approfitta della serataccia altrui: 15 palle perse e 12/33 dal campo per Tatum e Brown. Il primo è il top-scorer di Boston con 24 punti, mentre il suo scudiero "festeggia" l'inserimento nelle riserve dell'All-Star Game con un misero bottino da otto punti. Nasce anche così il successo dei Lakers, che ora sono noni da soli a Ovest (25-25). I Celtics restano ugualmente in vetta all'Eastern Conference: 37 vittorie e 12 ko per loro.
UTAH JAZZ-PHILADELPHIA 76ERS 124-127
Utah va sotto di dieci a metà gara, pareggia al termine del terzo quarto e poi afonda negli ultimissimi minuti, venendo sconfitta 127-124 a Salt Lake City dagli Utah Jazz, tuttora privi di Joel Embiid. Il centro è sempre più lontano dalla corsa al titolo di Mvp, ma a farne le veci c'è un sontuoso scudiero: Tyrese Maxey, che avrebbe dovuto saltare la sfida per un problema alla caviglia, stringe i denti e trascina Philadelphia alla vittoria. La sua è una prestazione da sogno: 51 punti con 17/27 dal campo e 7/9 da tre, il modo migliore per festeggiare la prima (e meritata) convocazione per l'All-Star Game. Alle sue spalle brilla Tobias Harris (28), con Oubre (16) ad agire da terzo violino nel successo che interrompe la serie negativa dei Sixers e consolida il loro quinto posto nell'Eastern Conference (30-17). Agli Utah Jazz, che subiscono la terza sconfitta consecutiva e scivolano in 10a posizione a Ovest (24-26), non basta la doppia doppia da 28 punti e 10 rimbalzi di Markkanen. Alle sue spalle i migliori sono Sexton (22), Clarkson (16+10 assist) e Collins (15), in una squadra che ne porta sei in doppia cifra, mentre manca il contributo offensivo di Simone Fontecchio. L'azzurro chiude infatti con 7 punti, 4 assist e 2 rimbalzi in 27' giocati: solo 3/9 dal campo per lui.
NEW YORK KNICKS-INDIANA PACERS 109-105
La nona sinfonia dei New York Knicks, che non si fermano più e sono sempre più saldi al terzo posto dell'Eastern Conference (32-17), arriva con una cinematografica rimonta sugli Indiana Pacers. Sotto di quindici dopo pochi minuti, i padroni di casa rosicchiano quarto dopo quarto, prima di sorpassare e far esplodere il Madison Square Garden con un ultimo periodo da 30-21 e il successo per 109-105. Il finale è eroico per Jalen Brunson, in una serata che lo vede chiudere con 40 punti e 5 rimbalzi, da assoluto trascinatore: dopo uno scontro con Nembhard chiude con l'occhio sinistro gonfio e segna i canestri decisivi per la rimonta e il sorpasso. Alle sue spalle brillano DiVincenzo (20) e McBride (16), con Hartenstein e Achiuwa in doppia doppia: 12 punti per entrambi, rispettivamente con 19 e 16 rimbalzi. Questo duo aiuta a non sentire le assenze di Randle e Anunoby ed a sconfiggere i Pacers, che trovano 47 punti dalla panchina e un Jalen Smith da 20 punti (9/11 dal campo): non basta la sua prova, sommata ai sei giocatori in doppia cifra con Siakam (18) e Nesmith (17) sugli scudi, per evitare il ko. Pesa in particolare lo scarso contributo di un sempre acciaccato Tyrese Haliburton: solo 15 punti e una manciata di assist. I Pacers restano così sesti a Est, con 27 vittorie e 22 ko.
MEMPHIS GRIZZLIES-CLEVELAND CAVALIERS 101-108
Rimonta da sogno anche per i Cleveland Cavaliers, che sorpassano nel finale una Memphis sempre più rimaneggiata, che aveva chiuso sul +7 a metà gara e viene sconfitta 108-101 tra le mura amiche. Jaren Jackson Jr. prova a trascinare una squadra che ha in lui l'unica stella e si ritrova con un roster dagli uomini contati, in una prova da 25 punti, 5 rimbalzi e altrettanti assist, ma non ci riesce: la sua prova, sommata alle buone prestazioni di Aldama (18) e Vince Williams (17), non evita il terzo ko consecutivo alla terzultima forza della Western Conference (18-30). Esultano i Cleveland Cavaliers ed esulta Donovan Mitchell, che festeggia la chiamata negli All-Star Game con 25 punti e 7 rimbalzi: i Cavs trovano anche 16 punti dalla panchina per LeVert e la doppia doppia da 11 punti e 10 rimbalzi di Strus, ed escono vittoriosi dalla sfida contro i Grizzlies. Si consolida così il loro quarto posto a Est: 30-16 lo score, dopo il quarto successo di fila.