CICLISMO

Il Tour de France piange Raphaël Géminiani, lo scalatore che avrebbe potuto salvare Fausto Coppi

L'ex corridore transalpino si è spento all'età di 99 anni in una casa di riposo a Perignat sur Arrier dove viveva da alcuni anni

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Il Tour de France piange Raphaël Géminiani, lo scalatore che avrebbe potuto salvare Fausto Coppi - foto 1
© Getty Images

Un fulmine all'improvviso ha colpito il Tour de France che, dopo la vittoria di Remco Evenepoel nella cronometro di Gevrey-Chambertin, ha appreso della scomparsa di Raphaël Géminiani. Lo scalatore francese si è spento all'età di 99 anni in una casa di riposo a Perignat sur Arrier dove viveva da qualche anno. Grande amico di Fausto Coppi, l'ex corridore transalpino aveva sfiorato la vittoria nella Grande Boucle 1951 chiudendo al secondo alle spalle dello svizzero Hugo Koblet

Figlio di Giovanni Geminiani, ciclista romagnolo costretto a fuggire in Francia dopo aver subito le sevizie delle squadracce fasciste, Raphael ha rappresentato uno dei principali talenti del movimento transalpino nel Dopoguerra ottenendo il terzo posto al Tour 1958 e alla Vuelta di Spagna 1955 oltre a vincere la classifica di miglior scalatore sia all'edizione 1951 della corsa francese oltre in quelle del 1952 e 1957 del Giro d'Italia.

Grande amico di Fausto Coppi, aveva accompagnato il "Campionissimo" in una campagna di caccia in Africa alla fine del 1959 contraendo entrambe la malaria e finendo così in coma. Curato con il chinino, Geminiani aveva avvisato i medici italiani del pericolo incorso dal fuoriclasse piemontese, tuttavia il consiglio non venne seguito e Coppi perse la vita a soli quarant'anni il 2 gennaio 1960. 

Geminiani non ha mai smesso di seguire il ciclismo e, oltre a esser diventato la più anziana maglia rosa ancora in vita (aveva guidato per tre giorni la corsa tricolore nel 1955), si era espresso al meglio in qualità di direttore sportivo portando al successo fra gli altri dei fenomeni come Jacques Anquetil ed Eddy Merckx

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