Ciclismo, Debora Silvestri dopo la caduta alla Milano-Sanremo: "Non ricordo nulla dello schianto"
"L'obiettivo e tornare in bici il prima possibile. Sono i rischi del mestiere", ha detto la 27enne veronese del Laboral Kutxa Team
Cinque costole rotte, una micro-frattura alla scapola e tantissimo spavento. Debora Silvestri è ricoverata da sabato all'ospedale di Sanremo dopo il terribile volo di tre metri oltre il parapetto a 20 chilometri dal traguardo della Milano-Sanremo sulla discesa della Cipressa. "Sto migliorando. Rimarrò in ospedale qualche giorno in più perché vogliono aspettare che si assorba una contusione al polmone - le sue parole al telefono, riportate dal 'Corriere Veneto' - L'obiettivo e tornare in bici il prima possibile. Sono i rischi del mestiere e reagire fa parte del mio carattere".
Debora non ricorda niente né della caduta né dello schianto. "L'ostacolo delle altre atlete, quelle finite a terra poco prima di me, si è presentato all'improvviso su una curva cieca: non potevo evitarlo. Avevo un'altra ragazza di fianco e presumo di aver frenato più che potevo per non andare addosso alle altre, ma è solo un'ipotesi. Ho visto soltanto il video". Cosa si può fare per evitare simili incidenti? "A riguardare i tre metri di caduta si potrebbe pensare a barriere per i guardrail dove ci sono stacchi alti. Forse pure a una moto-staffetta per segnalare gli incidenti, anche se nel mio caso non ci sarebbe stato il tempo: è vero che le atlete cadute ce le siamo trovate davanti ma tra la loro caduta e la mia sono passati pochi secondi".