De Laurentiis, messaggio a Cavani: "Riduciti lo stipendio e chiamami"

"Abbiamo una squadra di top player, manca solo un terzino destro. L'anno scorso ci hanno scippato il campionato!"

De Laurentiis, messaggio a Cavani: "Riduciti lo stipendio e chiamami"

Dal ritiro di Folgarida, De Laurentiis, Ancelotti e Insigne aprono la stagione azzurra rispondendo ai tifosi. Un confronto diretto da cui arrivano anche notizie di mercato. In particolare su Cavani. "Ha il mio numero, se vuole mi chiama, si riduce lo stipendio e mi mette in contatto con il Psg - ha spiegato il presidente - A lui farebbe piacere tornare al Napoli, ma quando è andato via non si è fatto scrupoli". "Abbiamo una squadra di top player, manca solo un terzino destro", ha aggiunto.

Nel ritiro azzurro va in scena una serata speciale, con tanti protagonisti e domande. Tiene banco soprattutto il mercato. E la parola la prende soprattutto AdL per replicare ai tifosi. "Rispetto molto la cultura del tifoso, ma non vi rendete conto di quanto siete offensivi nei confronti dei top player che abbiamo in squadra che squadre come Manchester City e Chelsea ci stanno violentando per portare via", ha spiegato il presidente. "Quando Conte mi ha offerto 58 milioni per Koulibaly? Ho detto di no...", ha proseguito. Poi ancora una battuta sul Matador: "Tutti vorreste un top player come Cavani? Guadagna 20 milioni ogni dieci mesi, con un solo giocatore non si vince mai. Avete visto Higuain? che con noi ha fatto il record che gli è servito per guadagnare il doppio".

Ma gli obiettivi di mercato non sono l'unico argomento toccato da De Laurentiis. Il presidente azzurro è infatti tornato a parlare anche dell'ultima lotta scudetto, lanciando qualche frecciatina. "Purtroppo veniamo fuori da un calcio malato, in cui nessuno ha mai avuto il coraggio di fare un mea culpa vero - ha spiegato -. C'è stata Calciopoli, il calcioscommesse guidato da Singapore... Ora sono state azzerate la Lega, la Figc e vorrei che si ricostruisse in maniera seria". "Il campionato di quest'anno è stato falsato e scippato: noi apparteniamo a quella che Totò chiamava la 'banda degli onesti'", ha aggiunto.

ANCELOTTI

Alle domande dei tifosi ha risposto anche Carlo Ancelotti, parlando di questioni tecniche e della qualità della rosa. "Napoli competitivo? Non lo dico io, ha fatto 91 punti. Si poteva far meglio in Champions ed Europa League, ma in campionato è stato fatto il massimo", ha spiegato il tecnico. "Sono aziendalista? Certo, io conosco il mio club e il suo fatturato, non sono al Real Madrid e al Bayern, conosco bene le possibilità del club e la strategia di mercato è stata fatta di comune accordo tra le mie idee e quelle della società", ha proseguito. "Credo che un allenatore debba essere un aziendalista. Per fare al meglio il proprio mestiere serve il supporto della società - ha continuato -. Parlare di altri calciatori vorrebbe dire che non mi piacciono i calciatori che ci sono adesso, ma io questi calciatori devo guardarli in faccia ogni giorno, non mi è mai piaciuto parlare di altri". "Resto concentrato sui miei ragazzi, il gruppo è sano e composto da calciatori bravi", ha ribadito. "La qualità dei centrocampisti è varia: c'è grande qualità con Hamsik, Zielinski e Fabian, e altri molto aggressivi con Rog, Allan e Diawara - ha spiegato, parlando del centrocampo -. C'è grande varietà, il nostro centrocampo è molto completo e mi dà la possibilità di utilizzare tutti i giocatori mantenendo sempre un buon livello".

"Ho scelto Napoli perchè da 12 anni è sempre in crescita, negli ultimi 3 hanno fatto cose straordinarie, ho notato in questi giorni il loro alto livello di conoscenza tecnico-tattica - ha proseguito Ancelotti -. E poi c'è l'ambiente, la passione dei tifosi: per questi motivi e tanti altri ho accettato questa bella esperienza". Poi una battuta su Hamsik: "Marek può fare il regista. E' un ruolo che richiede qualità e conoscenza del gioco, sono sicuro che Hamsik possa farlo. Il dispendio di energie rispetto al ruolo precedente è minore e questo gli può dare maggiore certezza". Senza Jorginho, toccherà a Diawara prendere in mano le chiavi del gioco in mediana. "Diawara ce lo invidiano tutte le altre squadre: il binomio, se bene utilizzato, può dare ottimi risultati - ha spiegato Carletto - Non c'è bisogno di spiegare, tante cose già le sanno. Sanno come muoversi, essere compatti, avere i tempi giusti... La squadra è fatta, non voglio fare rivoluzioni".

INSIGNE

A Insigne sono invece toccate le domande sulla scorsa stagione. In particolare sulla gara che ha deciso la lotta scudetto. "Ovviamente Inter-Juve la stavamo guardando, sicuramente ci ha condizionato ma da quest'anno cercheremo di concentrarci solo sulle nostre gare", ha spiegato. Poi una battuta sull'arrivo di Ancelotti: "Ci darà una grande mano a crescere nelle competizioni europee, è il più vincente d'Europa e ci farà crescere". "Spero di far bene, ma non posso farcela da solo: questo gruppo ha dimostrato di saper crescere e con Ancelotti possiamo fare ancora più importanti", ha proseguito Lorenzinho.

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