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Milan, Fassone: "Se Donnarumma ci ripensa, lo riabbracciamo. Poi spero non vada alla Juve"

L'ad rossonero tende la mano al portiere sulla questione rinnovo

Milan, Fassone: "Se Donnarumma ci ripensa, lo riabbracciamo. Poi spero non vada alla Juve"

Il Milan riapre a Donnarumma. Marco Fassone non ha escluso un nuovo accordo per il rinnovo tra le parti. "A noi dispiace, non so davvero quanto avremmo potuto fare di più per trasmettergli la voglia di restare. Se dovesse ripensarci, lo riaccoglieremmo a braccia aperte, e con noi i tifosi". L'ad rossonero, però, precisa: "La nostra posizione è chiara: per il Milan è incedibile, quindi resterà con noi la prossima stagione".

L'INTERVISTA A PREMIUM SPORT

Per Raiola è stato il Milan a perdere Donnarumma.
"Ho sentito le parole di Raiola che ha dato le sue spiegazioni e ha detto la sua versione. Non penso che noi abbiamo perso il giocatore, ci sono stati due mesi in cui il Milan ha tentato in tutti i modi di convincere il giocatore e il suo agente di rimanere con noi, per percorrere insieme una strada che ci auspichiamo sia bella per il Milan. Non l’abbiamo convinto, il giocatore e il suo agente hanno preso un’altra decisione e questi sono i fatti. Donnarumma sarà libero di scegliersi il suo destino solo dal 1° luglio 2018. E' del Milan e resta del Milan. Spero poi che non vada alla Juve, oltre al danno ci sarebbe la beffa".

Per il procuratore sono stati sbagliati i tempi e c'è stata una mancanza di discrezione.
"Penso che questa giustificazione sia molto particolare. Già prima del closing abbiamo sempre detto che per noi Donnarumma era una priorità importante e che avremmo voluto costruire il nuovo Milan basandoci su un giocatore straordinario come lui. E fin dalla prima settimana dal nostro insediamento abbiamo cominciato i nostri colloqui con il giocatore e con l’agente che lo rappresenta. Due mesi sono un tempo lungo e importante e penso che chiedere a un giocatore di dirci se vuole rimanere oppure no prima che inizi la stagione sia nella piena e chiara necessità di un club, perché se non rimane noi abbiamo bisogno di un portiere titolare che venga e che sia sereno con la testa e che non sia in scadenza. Chiunque opera sul mercato sa che questi sono tempi più che congrui per prendere una decisione. Donnarumma è un giocatore con il contratto in scadenza l’anno prossimo e sappiamo tutti che nel 2018 è libero di firmare per un’altra squadra a zero euro. È un giocatore particolare per il contratto ma non solo per quello, anche perché è Donnarumma, un giocatore del Milan a cui vogliamo un grande bene e a cui crediamo molto per il futuro. Quella del tempo troppo ridotto per prendere una decisione mi sembra una scusa".

Minacce e striscioni: cosa pensa di quest'altra argomentazione?
"Se ho sentito bene le parole di Raiola lui si riferiva a diversi aspetti: il clima che si è creato intorno al giocatore in queste ultime due settimane dove i tifosi milanisti hanno sposato la tesi e la filosofia della società, ponendosi contro il giocatore. Poi ho appreso dalle parole di Raiola che il giocatore avrebbe ricevuto delle minacce importanti che condanno fermamente, come le condanna tutta la società. Un conto è una linea societaria e trasparente che abbiamo comunicato a tutti, anche ai media e ai tifosi, e che era quella di voler continuare con Gigio. La nostra era tutt’altro che una linea minacciosa, c’è stato anche un pressing sul giocatore, lo abbiamo incontrato quotidianamente a Milanello perché quando vuoi bene a una persona cerchi di fare in modo che sottoscriva la tua filosofia. Tutto diverso è il discorso delle minacce che condanniamo. Lo striscione, forse l’ho visto male, esprimeva solo solidarietà alla linea della società: non credo che il Milan abbia fatto poco, anzi, garantisco che se mai ci fossero questi problemi in futuro la società tutelerebbe il suo portiere e il suo patrimonio in tutti i modi possibili".

"PRONTI A RIABBRACCIARE GIGIO"

Un'apertura a Donnarumma era già arrivata di prima mattina, dalle colonne del Corriere della Sera. "Siamo addolorati per quello che è successo, a volte il calcio porta a questi estremi. Ci amareggia che la scelta sua e del suo procuratore abbiano portato a questo. Come società, non so cosa avremmo potuto fare di più, abbiamo sempre cercato di trasmettere a Gigio e alla famiglia la volontà di restare, ogni volta che ci siamo parlati. Dico di più: se dovesse ripensarci, lo riaccoglieremmo a braccia aperte. Non solo noi, ma anche i tifosi del Milan. Gli umori cambiano velocemente".

La situazione contrattuale del 18enne, però, è chiara: "Donnarumma ha un altro anno di contratto con noi. Su questo, la nostra posizione è chiara: per noi, Donnarumma è incedibile, perciò l'anno prossimo sarà al Milan. Spetta a Montella decidere settimana dopo settimana se deve giocare, per me può anche disputarle tutte. Ma non possiamo rischiare niente, dobbiamo cercare un altro portiere, non posso tenere un giocatore in scadenza con, magari, la testa al Real Madrid. Devo avere un portiere pronto, sereno ed in ottime condizioni psicofisiche. San Siro potrebbe togliergli serenità. Raiola dice che Gigio è inquieto. La sua scelta è legittima, anche se non etica dal punto di vista degli affari. La cosa è stata portata avanti in modo sgradevole, lo si poteva fare senza danneggiare la società. Così, Donnarumma ha fatto un danno da 100 milioni, e se vale così tanto lo deve al coraggio del Milan e agli investimenti di chi lo ha lanciato. Bastava che ci dicesse di non voler rimanere, avremmo rinnovato con una clausola ragionevole. Io, però, avrei reinvestito nel calcio italiano".

Nessun accenno alla decisione del ragazzo nelle settimane precedenti: "Non mi ha mai detto di volersene andare. Ogni volta che abbiamo parlato, ci ha sempre ripetuto di voler rimanere, fino a due giorni prima dell'ultimo incontro con Raiola, che ci ha invece sempre detto che non era disponibile a trattare con questi tempi. Due punti di vista diversi. Ma noi non potevamo aspettare, Gigio è in scadenza e io ho bisogno di intervenire. Il 3 luglio c'è il ritiro, due settimane prima è il minimo. E se mi avesse detto di non voler rinnovare a metà agosto? Dobbiamo cautelarci. Hanno avuto due mesi per pensarci. La colpa non è né di Mirabelli, né di Fassone. Non c'è nessun dirigente: c'è solo la società, il Milan. Ogni chiamata è stata concordata, è inutile cercare di mettere zizzania tra di noi."

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