COPPA DAVIS

Tennis, Coppa Davis: Italia-Stati Uniti 1-1 in attesa del doppio, azzurri quasi fuori

Fognini batte Opelka per 6-4 6-7 6-3, Berrettini crolla nel finale con Fritz e perde in tre set

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Resta l'amaro in bocca all'Italia dopo i due singolari contro gli Stati Uniti in Coppa Davis. Matteo Berrettini perde infatti per 7-5 6-7 (5) 2-6 contro Taylor Fritz, pagando nel finale le fatiche fisiche degli ultimi mesi e concede il punto del pareggio agli americani. In precedenza Fabio Fognini aveva battuto Reilly Opelka, numero 36 Atp, con il punteggio di 6-4 6-7 (4) 6-3. L'Italia, anche vincendo il doppio, ha poche speranze di rientrare tra le migliori seconde del torneo e, dunque, qualificarsi ai quarti di finale.

BERRETTINI-FRITZ 1-2 (7-5, 6-7, 2-6)
Sarebbe forse ingiusto parlare di delusione. Perché Matteo Berrettini ha dato tutto e veniva da mesi di tour de force, in cui ha sprecato energie per raggiungere le Atp Finals e giocarle, facendo la storia del tennis italiano. Poi si è catapultato a Madrid, in condizioni di forma per forza non ottimali, e ha dovuto affrontare Denis Shapovalov e il doppio contro il Canada, combattendo per cinque ore di fila. Lo ferma un grande Taylor Fritz, che soprattutto dal tie-break del secondo set è stato superiore fisicamente e mentalmente. Nelle battute iniziali del primo set rischiano entrambi il break: il primo a sudare freddo è Berrettini, che va sotto 30-40 dopo una volée dello statunitense. Ci mette un po' a carburare, come suo solito, il romano, che prende confidenza e lascia le briciole in battuta. Fritz si difende come può, più con il rovescio che con il diritto, poi annulla due palle-break grazie al nono errore gratuito dell'azzurro. I giochi scorrono velocemente sino al 5-5, quando Berrettini riesce a strappare il servizio all'avversario e consolida il break sfruttando la sua battuta. Nella seconda frazione c'è solo una palla-break, subito annullata da Fritz sul 3-3, poi si va dritti al tie-break, dove l'azzurro sbaglia un dritto sanguinoso sul 5-5 e manda lo statunitense (che nel frattempo difende ogni palla) a servire per il terzo set. La botta psicologica è tremenda, e sin dai primi scambi si nota un Berrettini demotivato. Il romano si tocca più volte la gamba destra, segno che anche il fisico sta cedendo. Perde per due volte il servizio (non gli era mai successo nel torneo) e raggiunge sconsolato Corrado Barazzutti in panchina. Scuote la testa davanti al suo coach, sembra dirgli “Non ce la faccio più”, anche il linguaggio del corpo suggerisce stanchezza. Un punto d'orgoglio sul 5-2, poi Fritz chiude il match e, con molta probabilità, i sogni di qualificazione degli azzurri. Che, anche vincendo il doppio, sicuramente saranno dietro alla Russia nel novero delle seconde. Ne passa solo un'altra, con molte nazionali che possono migliorare i loro numeri: il cammino è sempre più in salita.

FOGNINI-OPELKA 2-1 (6-4, 6-7, 6-3)
“Spero di non giocare contro Opelka”. Fabio Fognini lo aveva detto alla vigilia della partita, perché sa cosa vuol dire affrontare sul veloce il gigante statunitense. Fu proprio lui a eliminarlo al primo turno degli Us Open, martoriando la risposta del ligure con un servizio potentissimo. Ed è questo anche il canovaccio in Coppa Davis, alla Caja Magica di Madrid: battute che toccano i 235 km/h, 23 ace e 80% di punti vinti con la prima di servizio. Già nel primo game della partita Opelka piazza due ace, ma lo statunitense perde inaspettatamente il servizio nel terzo gioco: diventa falloso e l'azzurro ne approfitta, costringendolo a un errore decisivo, perché dà il break e un +2 di vantaggio al ligure. Tradotto, Fognini si guadagna subito il primo set, perché in battuta non sbaglia quasi mai, e se lo scambio si allunga vengono evidenziate sia la vastità del suo repertorio sia le carenze tecniche dell'avversario. Fognini si aggiudica il primo set per 6-4 e affronta con fiducia il secondo parziale: deve servire dopo Opelka, il che lo mette nella condizione di dover sempre rincorrere. Tuttavia, se Opelka è una macchina spara-palline, Fognini si scopre “bombardiere” all'improvviso: in tutta la partita realizza 16 ace e vince l'87% dei punti con la prima e il 65% dei punti con la seconda. Nessuno sbaglia, dunque si va al tie-break, dove Fognini commette due errori gravi (tra cui uno di misura su una volée alta a campo aperto, che gli fa spaccare la racchetta per la rabbia e soprattutto regala il 6-3 a Opelka) e lo statunitense si guadagna il terzo set con un 7-4. Nell'ultimo parziale Fognini strappa una seconda volta la battuta all'avversario, e lo fa con due punti fenomenali: risposta da campione con il diritto sulla prima del gigante Usa, e poi, nel punto decisivo, passante di diritto che tocca l'incrocio delle righe. L'urlo liberatorio alla panchina è una dichiarazione di intenti: “Ci sono, ci siamo”, sembra dire. E l'Italia c'è, il resto del match (durato un'ora e 54 minuti) è solo gestione.
 

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