Cobolli in lacrime, Berrettini lo consola: le immagini
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Dopo la paura un sospiro di sollievo. Flavio Cobolli aveva abbandonato il campo di Vienna in lacrime dopo essersi ritirato al settimo game dell'ottavo di finale contro l'amico di una vita, Matteo Berrettini. Il pianto del 24enne romano aveva fatto presagire un infortunio grave, e invece Cobbo ha voluto rassicurare tutti con un lungo messaggio condiviso sui suoi account social: "Vienna, mi dispiace salutarti così. Amo questo torneo e avevo tantissima voglia di sfidare Matteo, con tutti voi sugli spalti. Ho sentito qualcosa nel match dell’altra sera, ma ho voluto provarci fino in fondo. Oggi però ho capito che continuare avrebbe significato forzare troppo e mi sono dovuto fermare. Quelle lacrime non erano di dolore. Erano emozione, forse un po’ di stress e la delusione di dover lasciare il campo quando avrei voluto solo restarci. Domani farò tutti gli esami e vi aggiornerò appena possibile. Non preoccupatevi, conto di esserci a Parigi. Grazie per tutto l’affetto".
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Dopo la partita anche Matteo Berrettini aveva speso parole bellissime per Cobolli: "Mi dispiace davvero tanto per lui. Ci sono passato tante volte, forse anche troppe. È per questo che mi sono emozionato. So quanto possa essere difficile. So quanto desideri essere a Torino e so che l’ultima cosa che vorresti è infortunarti a poche settimane da un appuntamento così importante. Però speriamo che non sia niente di troppo serio. Oggi l’idea era semplicemente quella di scendere in campo e celebrare il percorso che stiamo facendo entrambi. Veniamo entrambi da Roma, eravamo due bambini che giocavano a tennis nei fine settimana. Mi ricordo il giorno in cui ha scelto il tennis al posto del calcio e mi ricordo i suoi occhi, gli stessi occhi che ha ancora oggi, quelli di quel bambino che sognava di giocare sui palcoscenici più importanti. E penso che meriti di essere lì, e penso che meriti la carriera che sta costruendo. Perciò gli auguro davvero il meglio". Le sensazioni sono positive, non resta che incrociare le dita per Flavio.