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Grazie... duemila: K2 Valtellina Extreme Vertical, l'estate parte in salita

Missione only-up ampiamente fuori dalla comfort zone nel doppio chilometro verticale di Talamona

di Stefano Gatti
27 Giu 2026 - 14:49
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 © Angelo Testa

© Angelo Testa

Your body has a limit, your mind has a choice.

Sui limiti del nostro corpo non possiamo fare granché ma la scelta dobbiamo tenercela ben stretta e sabato 20 giugno - porta d’ingresso dell’estate - la scelta è stata quella di puntare di buon mattino (fin troppo “buon” per i miei gusti) il muso della Kona verso la Bassa Valtellina e in particolare il paese di Talamona. K2 Valtellina Extreme Vertical Race, naturalmente. Dopo un numero imprecisato di tentativi mai andati a buon fine (nel senso che per un motivo o per l’altro non sono mai riuscito a presentarmi al via), finalmente quest’anno incastro come si deve l’appuntamento agonistico tra gli impegni professionali. Parcheggio proprio di fronte al centro sportivo che tra poche ore ospiterà un ricco terzo tempo a base di pranzo tipico valtellinese e cerimonia delle premiazioni, poi mi avvio al centro del paese per sbrigare le consuete procedure pre-gara ma soprattutto per ringraziare l’amico Andrea Mazzoni (frontman e anima del comitato organizzatore) che probabilmente aveva ormai perso le speranze di vedermi al via della “sua” gara.

© Stefano Giovanni Gatti

© Stefano Giovanni Gatti

Mi aspettano duemila metri tondi tondi di dislivello verticale concentrati in soli nove chilometri (e mezzo, al mio Garmin), lungo la traccia da doppio chilometro verticale appunto che dal centro del paese porta fino ai pochi metri quadrati della vetta del Monte Pisello, sul versante orobico della Valtellina. Dopo averla tante volte “studiata” guidando nel fondovalle, diretto al mio buen retiro della Valmalenco (e più spesso diretto ad altre gare trail o sky da queste parti), arriva finalmente il momento di mettere piede sulla rotta di K2 Extreme Vertical. So già che la modalità only-up non è la più adatta alle mie già per conto loro modeste possibilità ma la voglia di fare bene è quella di sempre e la curiosità tanta. Mi affido alle Brooks Cascadia Elite "rodate" in gara sette giorni fa alla SuperMaratona dell'Etna. Il parterre de roi al via è davvero di livello altissimo. I toprunners li vedo adesso in gabbia di partenza, poi so già che li rivedrò all’arrivo, o meglio stavolta li incrocerò lungo il percorso: loro già intenti a tornare a fondovalle, io ancora in gara!

© Luca Tagliaferri

© Luca Tagliaferri

Il primo chilometro (abbondante) dopo il segnale di partenza dal punto più basso di Via Vanoni serve per lasciare Talamona (paese che neanche per un solo metro si sviluppa in piano) e mettere piede sui primi tratti di mulattiera e acciottolato in direzione della radura della Chiesa di San Giorgio. Si torna brevemente a pestare asfalto e si tira un po’ il fiato per qualche centinaio di metri. La pendenza si abbatte momentaneamente. Cerco di massimizzarne gli effetti ma so già che durerà poco. Ho messo nel mirino la collega che prenderò per riferimento da qui al traguardo: la terrò sempre in vista ma - pur avvicinandomi a lei fino ad una manciata di metri - non riuscirò mai a raggiungerla! Partito nel bel mezzo del gruppone (siamo quasi in duecento), mi rendo conto di essere già scivolato piuttosto indietro. Spingo sui bastoncini ma non vado oltre il livello “sopravvivenza”. Di sicuro non aiuta andare a letto alla una con la sveglia puntata alle cinque e un'oretta di macchina da fare prima del via.  Beati i local insomma. Adesso serve tutto: il tifo ai bordi del sentiero, la forza di volontà, la frescura di boschi e foreste attraversati dal tracciato di gara.

© K2 Valtellina Extreme Vertical Race Ufficio Stampa

© K2 Valtellina Extreme Vertical Race Ufficio Stampa

Doppiato il passaggio di Alpe Madrera il percorso si impenna ulteriormente, anche se non manca qualche traverso che permette di riportare i battiti in zona di sicurezza. Lo speaker che poco più sotto (troppo poco) annuncia il passaggio dell’ultimo concorrente mi dà la misura di quanto mi trovi ormai nei quartieri bassi della classifica. Mah, pensavo di andare meglio. Fuori dalla vegetazione d’alto fusto, il panorama si apre sulla parte alta del percorso: nei rari momenti di “pausa” mi concedo uno sguardo verso l’alto, fino all’arco d’arrivo sulla lontana vetta del Monte Pisello. Incrocio Davide Magnini che - quarto al traguardo - sta scendendo verso Talamona. Un veloce saluto e il classico “ci vediamo più tardi”, poi riprendo a mettere un piede dopo l’altro e i bastoncini… anche.

© Angelo Testa

© Angelo Testa

Ad attendere noi backmarkers all’approdo sul margine basso della conca di Pedroria c’è ancora tanta gente. Non sono tutti lì per noi ovviamente (questa è una meta gettonata per gli escursionisti), ma l’incoraggiamento fa sempre molto piacere, anche perché davanti ho la rampa finale che collega l’alpeggio alla lunga cresta che porta fino all’arrivo. Incrocio a più riprese colleghi che hanno già completato la missione e stanno facendo ritorno a Talamona. Tra loro anche Luca Del Pero (oggi secondo dietro all’elvetico Fiorillo Camesi) che evidentemente si è attardato al traguardo per le foto di rito. Per fortuna quelli che sono stati più bravi di noi ritardatari ci concedono la precedenza nei tratti più stretti del sentiero. Lo farò anch’io con quei pochi che sono riuscito a lasciarmi alle spalle.

© Giacomo Meneghello

© Giacomo Meneghello

Riesco addirittura a corricchiare nel traverso che precede l’ultima rampetta che porta all’arco del traguardo. Lo attraverso salutando la speaker Silvia Vaia (ci si vede tra qualche settimana alla Dolomyths di Canazei), poi mi concedo una freschissima Coca-Cola e un giro d’orizzonte che - su una cima panoramica isolata come questa - non può che essere grandioso e sconfinato: dall’Alto Lario e dalle montagne che lo delimitano alla straordinaria testata della Valmasino, con il Pizzo Badile e il vicino Pizzo Cengalo in bella evidenza. Dal Monte Disgrazia al massiccio del Bernina e al Pizzo Scalino, la montagna simbolo della Valmalenco. Laggiù in basso, duemila metri più sotto, il fondovalle della Valtellina. Tocca tornarci a breve, abbandonando la vetta.

© Stefano Giovanni Gatti

© Stefano Giovanni Gatti

Per fortuna la “calata” verso valle si limita per me al breve tratto finale della gara. Ho più che volentieri accettato l’invito degli organizzatori di approfittare di una delle ultime rotazioni dell’elicottero di Elitellina. Raggiunti i prati di Pedroria, mi stendo pigramente al sole di mezzogiorno in attesa del mio turno insieme allo scialpinista austriaco Paul Verbnjak, olimpionico a Milano Cortina 2026 e curiosamente sosia di Jannik Sinner (verificatelo voi stessi nella foto del via, è quello al centro in canottiera rossa). Due o tre minuti di volo… acrobatico ci riportano a valle e verso un ricco vassoio completo di fumanti pizzoccheri e di quant’altro, compreso una freschissima, imprescindibile ma soprattutto meritata birra! Il pensiero finale per quelli come me non cambia: a prescindere dal risultato, conta presentarsi al via. Il resto viene da sé! Come si diceva all'inizio: Your body has a limit, your mind has a choice.

© Stefano Giovanni Gatti

© Stefano Giovanni Gatti