MotoGP, le pagelle di Le Mans

Lorenzo e Rossi infiammano il duello Yamaha, Dovizioso e Iannone esaltano

di LUCA BUDEL

Lorenzo (Afp)

JORGE LORENZO - VOTO 9 Quando la sua mente è sgombra da turbamenti non ce n’è per nessuno. Dopo aver smaltito i problemi fisici ora si è lasciato alle spalle anche i pensieri negativi che lo avevano assillato nel confronto che pareva a senso unico con Marc Marquez, senza dimenticare la difficile convivenza con il “monumento” che si ritrova come vicino di box.

VALENTINO ROSSI - VOTO 8 Resta in testa al mondiale ma in due gare ha perso 14 punti sul compagno di squadra. Un’erosione pericolosa, perché Lorenzo è in una situazione tecnica migliore rispetto a quella di Rossi. Ottima come sempre la rimonta dopo il solito giro secco senza smalto. Ma alla lunga partire sempre nel mucchio potrebbe presentare un conto pesante.

ANDREA DOVIZIOSO - VOTO 7,5 Illude e si illude ancora una volta, costretto ad amministrare il calo fisiologico delle gomme dopo 10 giri. Nel mondiale è scivolato al terzo posto, un podio virtuale, che senza un ultimo e decisivo salto di qualità della Ducati, sarà difficile da confermare a fine stagione, considerando che dietro di lui c’è Marquez.

MARC MARQUEZ - VOTO 6 E’ confuso e infelice il marziano, che in mezzo ai terrestri fa una fatica bestiale. Con una Honda (voto 5) meno “missile” dell’anno scorso Marc manifesta un preoccupante affanno costretto a fare a botte con Smith e Iannone per il quarto posto.

ANDREA IANNONE - VOTO 8 Dopo il botto del Mugello si è presentato a Le Mans pieno di lividi e con una spalla strapazzata. Eppure ha saputo gestire in contemporanea il dolore e il calo fisiologico delle gomme, mettendo in pista lo stesso un duello da paura con Marc Marquez negli ultimi chilometri.

MARCO MELANDRI - VOTO 3 La versione 2015 è addirittura peggio di quella vista alla Ducati nel 2008. Allora il punto di riferimento era un fenomeno come Stoner, oggi all’Aprilia parliamo del non irresistibile Bautista, che almeno si impegna, ci prova e anche a Le Mans un punto l’ha portato a casa senza farsi doppiare. Insomma le pagine del libretto delle giustificazioni sono finite da un pezzo.

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