Oscar Damiani: "La Serie A guarda all'estero? Da noi non ci sono talenti"

20 Ago 2026 - 15:58
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su

"Il campionato italiano sempre più dipendente dal mercato internazionale? I tempi sono cambiati. I giovani italiani preferiscono fare altri sport, siamo forti nel tennis, nel nuoto in sport di squadra come pallavolo e pallacanestro mentre nel calcio italiano non nascono più talenti. C'è da fare una riflessione, le squadre giovanili sono piene di giocatori stranieri e i giocatori italiani fanno fatica a emergere. Bisogna però dire che se uno è bravo non c'è straniero che tenga. I club non prendono italiani perché non ci sono". Così Oscar Damiani, procuratore sportivo ed ex calciatore italiano, a LaPresse, sul fatto che il calcio italiano continua a guardare soprattutto all'estero, nonostante le tante promesse arrivate dopo l'ennesima mancata qualificazione al Mondiale. "È un processo lungo, bisogna partire dai ragazzi e dargli fiducia, se i migliori decidono di andare all'estero, magari in Premier League un motivo ci sarà. Guadagnano bene, giocano in un campionato importante, parlano inglese e diventano uomini di mondo. Pertanto la scelta è più che appropriata", ha aggiunto. Il calcio è dunque in attesa che la 'rivoluzione culturale' annunciata da Malagò porti nei prossimi anni i sui benefici. "Stimo molto Malagò, è un grande dirigente. Ci vuole tempo ma sono sicuro che migliorerà la nostra situazione. Tra cinque anni magari vedremo più giocatori italiani al centro del mercato. Sono cicli, i nostri giovani verranno fuori e Malagò è una garanzia", ha spiegato. Quanto al ritorno in capo, in serie C, di un ex calciatore come Ronaldinho "quella è più una operazione di marketing che altro e non solo un fatto tecnico. Ravenna è una società che ha proprietà di livello internazionale che può permettersi operazioni di questo tipo e può anche essere positiva per certi aspetti".