Se dovessimo scommettere punteremmo sinceramente qualche euro sul divorzio, con un margine di rischio piuttosto limitato e buone possibilità anzi di riscuotere. Stiamo parlando del rapporto El Shaarawy-Monaco, giunto se non già al capolinea di certo comunque al momento di una necessaria pausa di riflessione. O, nello specifico, al momento di un incontro chiarificatore non più rimandabile. E’ facile infatti immaginare come le parole del tecnico Jardim – “Stephan non ha il livello fisico per giocare tre partite di fila”- successive alla esclusione dalla lista dei convocati per la partita di Coppa di Lega francese con il Bordeaux e alla panchina in campionato con il Saint-Etienne, non siano state gradite dall’entourage dell’ex attaccante milanista e ancor più facilmente è logico attendersi ora una richiesta di chiarimenti.
Ecco perché, se non già entro Natale di certo prima dell’Epifania – prima cioè che il mercato di gennaio entri nel vivo – c’è da aspettarsi una visita di Manuel El Shaarawy – fratello/agente del giocatore – nel Principato. Questione di chiarezza e di fiducia: se ci sono le basi per continuare (ma le panchine non dettate da prestazioni insoddisfacenti ma da una gestione tecnica e umana da parte di Jardim quanto mai discutibile indirizzano verso l’ipotesi negativa) bene oppure si cambia.
Anche perché all’orizzonte, neppure troppo lontano, c’è l’Europeo e il ct Conte, che su El Shaarawy ha investito una buona dose di fiducia sinora ben ripagata ogni volta che Stephan è stato chiamato in causa, ha dichiarato che nelle convocazioni privilegerà chi gioca stabilmente nel proprio club. Ecco una ragione in più e niente affatto marginale per pretendere chiarezza.
E qui si inserisce un secondo capitolo: El Shaarawy è al Monaco in prestito oneroso dal Milan, con un riscatto destinato a scattare alle 25 presenze. Ora siamo a quota 23: mancano cioè due gettoni. Tuttavia, l’ipotesi di un ritorno in rossonero, qualora non venisse toccata la quota convenuta, pare molto difficile: con Bacca, Luiz Adriano, Niang, Cerci e il redivivo Balotelli, i margini per un reinserimento “garantito” in rossonero non ci sono. Sul terreno restano varie ipotesi – quella con la Lazio visto che si era parlato tempo fa di un interesse dei monegaschi per Keita – ma il tutto passerebbe comunque per un riscatto da parte del Monaco – la cifra in questione è pari a 15 milioni – che poi potrebbe gestire il cartellino del giocatore, cercando una soluzione che favorisca un attaccante di 23 anni che se supportato dal giusto clima di fiducia – la Nazionale di Conte insegna – può dare ancora molto.
Tutti temi che a Monaco si preparano a dover affrontare. Con il Milan che – in attesa sullo sfondo - corre il rischio di ritrovarsi in casa una punta fuori dai piani tattici di Mihajlovic. Comunque la si voglia vedere una matassa ingarbugliata che rischia di imprigionare e penalizzare in primis un giocatore che a conti fatti resta tuttora un patrimonio del nostro calcio.