FORMULA UNO

Ross Brawn rilancia: "griglie invertite, ne discuteremo con le squadre per l'anno prossimo"

Il Direttore delle Operazioni della F.1 prende spunto da Monza per riproporre la sua proposta controversa per aumentare il tasso di spettacolarità dei Gran Premi

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"Avete visto? Rimescolando la griglia di partenza le gare sono più spettacolari". Semplificando un po', è questo il messaggio che Ross Brawn ha mandato alle squadre all'indomani di un Gran Premio d'Italia che lo "standing re-start" a posizioni acquisite in pista,seguito alla Safety Car ed alla bandiera rossa, ha trasformato nel GP più incerto del Mondiale 2020.  

Il Direttore Generale della F.1 non ha lasciato trascorrere che poche ore prima di prendere spunto dallo svolgimento del Gp d'Italia per rilanciare il suo "pallino" della scorsa primavera: l'inversione della griglia di partenza per gli eventi "doubleheader" di Spielberg e Silverstone. Dallo svolgimento o per meglio dire dallo "sconvolgimento" della corsa monzese, determinato in rapida sequenza dall'intervento della Safety Car (per riportare al sicuro ai box la Haas di Magnussen) e dalla sospensione causata dall'incidente di Leclerc in uscita dalla Parabolica. Le considerazioni dell'ex ferrarista, "papà" di diversi successi dell'epopea rossa ai tempi di Michael Schumacher, rilancia un'idea che apparentemente domenica scorsa all'Autodromo Nazionale ha letteralmente preso vita. Grazie alla decisione di allineare di nuovo le monoposto sullo schieramento, con partenza al semaforo, invece che incolonnandole dietro la Safety Car, per poi "liberarle" già in movimento. E poi anche "grazie" alla penalizzazione che ha costretto Hamilton alla rimonta dal fondo del gruppo. Le considerazioni di Brawn sull'argomento sono piuttosto interessanti e.... sono destinate a far discutere.

"Monza era una delle nostre candidate per una gara-sprint a griglia invertita quando stavamo studiando alcune novità per il format di gara all'inizio di questa stagione. Non se ne è poi fatto più nulla, ma si tratta di un concetto sul quale noi e la FIA non abbiamo mai smesso di lavorare e lo faremo anche nei prossimi mesi, per discuterne con le squadre in vista del prossimo anno. Crediamo che la gara di Monza abbia mostrato la spettacolarità che può derivare dall'inversione della griglia e, visto il congelamento dell'attuale regolamento tecnico a tutto il 2021, vale la pena insistere su questa strada. Provate a pensarci: l'introduzione del GP Sprint a griglie ribaltate comporterebbe per le squadre la necessità di mettere a punto le auto in modo completamente diverso. Oggi infatti la Mercedes prepara le proprie monoposto con l'obbiettivo di fare la pole position, partire quindi davanti e poi controllare la corsa al comando. Se fossero invece consapevoli di dover scattare dal fondo nella "sprint", e quindi di dover effettuare sorpassi per portarsi davanti, dovrebbero per forza di cose cambiare approccio e filosofia. Ecco perchè la nostra missione è quella di incrementare lo spettacolo, però senza rinunciare al mantenimento del DNA della Formula Uno". 

Griglie invertite e per il momento, futuribili. Se ne discuterà in chiave 2021 e oltre. Intanto, qualcosa forse a Monza è già cambiata. Serviranno un paio di GP per averne la riprova e verificarne la portata reale, ma l'abolizione - proprio da Monza - della possibilità di variare le mappature della power unit tra prove e gara sembra aver avuto qualche ripercussione sulla schiacciante superiorità della Mercedes. E lasciamo di nuovo la parola a Ross Brawn:

"Ciò che mi ha colpito è stato notare quante difficoltà la Mercedes abbia incontrato nell'attaccare e superare gli avversari, pur potendo far valere un'aerodinamica superiore. Le prestazioni di Hamilton e Bottas sono state compromesse dal loro posizionamento in pista, in bagarre nel traffico. Da questo punto di vista sono convinto che la nuova generazione di auto, quella che scenderà in pista dal 2022, metterà in atto una rivoluzione e migliorerà di molto la possibilità di sfide molto più ravvicinate".

Intanto, anche se il suo sguardo è giustamente rivolto al futuro (immediato, ma non solo), Ross Brawn non si fa (e non ci fa) mancare una dichiarazione a forte tasso di autostima: anch'essa giustificata:

"Con quello d'Italia, siamo riusciti a condurre in porto otto Gran Premi, da regolamento il numero minimo per definire formalmente quello in corso un Campionato del Mondo e proclamare un Campione del Mondo. Fortunatamente, abbiamo in calendario altri nove GP ma è ciò che abbiamo ottenuto in questi ultimi mesi a testimoniare la portata del nostro lavoro. Chi avrebbe mai detto, lo scorso mese di marzo, che a settembre avremmo completato otto gare? Si tratta di un grande risultato. Ma non ci accontentiamo ancora". 

 

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