VERSO SUZUKA

Provaci ancora, Kimi! La Ferrari a Suzuka per rompere il digiuno

Il tracciato giapponese chiama alla riscossa anche Red Bull e McLaren, protagoniste assolute un anno fa

di Stefano Gatti
24 Mar 2026 - 16:34
 © Getty Images

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Quante possibilità ha Max Verstappen di mettere a segno la sua quinta (consecutiva, oltretutto!) vittoria a Suzuka? Ce la farà la Ferrari ad interrompere un digiuno di vittorie giapponesi che dura dal 2004, ultimo di cinque sigilli consecutivi per le Rosse ad inizio millennio! Riuscirà George Russell a riprendere in mano il "timone" della Mercedes dopo lo "sgarbo" cinese (e più che legittimo) di Kimi Antonelli due domeniche fa a Shanghai o sarà proprio il nostro a fare il bis? Non ce ne vogliano i ferraristi più sfegatati ma dei tre temi che abbiamo scelto per introdurre il weekend del terzo appuntamento iridato, è proprio la sfida tra i due piloti delle Frecce d'Argento quello più accattivante. A separarli in classiica generale quattro soli punti (51 a 47) a favore del pilota inglese. Anche perché il vantaggio tecnico sfoggiato in Australia (dove Russell ha aperto la doppietta del team diretto da Toto Wolff) e poi in Cina (dove George si era imposto davanti alle Ferrari) sarà con ogni probabilità evidenziato da un circuito old style e velocissimo come quello di Suzuka. I due attuali piloti della Rossa sono terzo e quarto nel Mondiale: 34 punti il bottino di Charles Leclerc, uno solo in meno quello di Lewis Hamilton.   

Oltre all'attuale superiorità tecnica, Mercedes vanta sul tracciato giapponese uno score da sei successi di fila tra il 2014 e il 2020, firmati da Lewis Hamilton (quattro), Nico Rosberg (uno, nel 2016) e Valtteri Bottas (la più recente, nel 2019).

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Ad imporsi un anno fa dalla pole position fu Max Verstappen, seguito sulla linea del traguardo da Lando Norris e Oscar Piastri. Difficile scommettere su una replica esatta del podio 2025, visto che - nell'ambito delle cosiddette Big Four - Red Bull e McLaren sono le due squadre più in difficoltà. La Formula Uno cambia davvero in fretta, pensando che dodici mesi fa Ferrari e Mercedes si accodarono alle rivali andando ad occupare le caselle della classifica dalla quarta alla settima: rispettivamente con Leclerc, Russell, Antonelli e Hamilton!

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Come detto all'inizio, la Scuderia di Maranello punta a passare un mano di rosso (o magari... due) sul podio giapponese, a ventidue anni di distanza dall'ultimo acuto di Michalel Schumacher, che si era imposto da quelle parti anche nel 1997 e poi dal 2000 al 2002 (all'apice di una straordinaria epopea ferrarista), mentre a completare la "manita" consecutiva 2000-2004 era stato (nel 2003) Rubens Barrichello: una vittoria, quella del brasiliano, fondamentale nella corsa al sesto titolo iridato di Schumi, quel giorno particolarmente in affanno. Solo ottavo al traguardo, proprio grazie al successo del suo compagno di squadra brasiliano il tedesco riuscì a spuntarla per due soli punti (93 a 91) su Kimi Raikkonen (secondo al traguardo dietro a Rubens) all'ultimo GP stagionale, aggiudicandosi il sesto titolo e diventando all'epoca il pilota più vincente di sempre, lasciando la compagnia di Juan Manuel Fangio a quota cinque titoli. Schumacher è anche il pilota con il maggior numero di passaggi sul gradino più alto del podio giapponese con sei successi a Suzuka, seguito da Hamilton a quota cinque e da Max Verstappen e Sebastian Vettel, appaiati con quattro successi a testa. 

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Meno numerose ma relativamente più recenti le ultime vittorie McLaren a Suzuka, già allora motorizzate Mercedes: nel 2005 con Kimi Raikkonen, nel 2007 con Lewis Hamilton e nel 2011 con Jenson Button. A Norris e Piastri il compito di far brillare di nuovo la tonalità papaya delle loro MCL40 e dare la svolta ad un avvio di stagione decisamente e sorprendentemente sottotono.

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