FORMULA 1

Hamilton Vs. Mercedes: è ancora braccio di ferro con Daimler sul contratto

Il sette volte campione spegne trentasei candeline ma tra i regali non c'è una Freccia Nera per il Mondiale 2121. Un ritardo che fa riflettere.

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Lewis Hamilton festeggia da "free agent" il giorno del suo trentaseiesimo compleanno: il sette volte campione del mondo e la Mercedes non hanno ancora trovato l'accordo sul nuovo contratto. Toto Wolff è fiducioso che le richieste delle due parti finiranno per incontrarsi... prima dell'unica sessione di test precampionato, attualmente in programma dal 2 al 4 marzo a Barcellona. 

Nel 2020 ha superato il record di 91 vittorie di Michael Schumacher (portandolo già a 95) ed ha pareggiato i conti con il tedesco nel conto dei titoli iridati - sette - ma Lewis Hamilton non si... dimentica dell'altro (anzi con ogni probabilità del primo) suo punto di riferimento nella storia delle corse: Ayrton Senna. Tanto che per certi versi l'attuale tira e molla con la Mercedes assomiglia a quello del 1993 tra il campione brasiliano e la McLaren, che si protrasse addirittura fino a stagione inoltrata: tanto che Ayrton corse praticamente tutta la prima metà del Mondiale "a gettone". Certo, il quadro generale è diverso: il brasiliano aveva a disposizione una monoposto inferiore alla Williams ma nonostante questo riuscì a tenere testa ad Alain Prost nei primi sei GP (tre successi a testa!), prima che il francese prendesse il largo con quattro vittorie di fila, laureandosi per la quarta volta campione del mondo e cedendo proprio a Senna la Williams per il fatale 1994.

Per Hamilton - che ha ricevuto dal team gli auguri di buon compleanno via social - si tratta invece di apporre l'autografo necessario a sedersi nell'abitacolo della prossima Freccia Nera che - grazie al congelamento del regolamento tecnico per tutto il 2021 - difficilmente sarà meno competitiva di quella che gli ha consentito di mettere a segno il Settebello iridato. Insomma, l'occasione di conquistare l'ottavo titolo e diventare il più grande di sempre è lì da cogliere. Il campione nato il 7 gennaio 1985 a Stevenage (quattro giorni e... sedici anni dopo Schumacher) ne è consapevole, lo è anche del suo potere contrattuale ma non può al tempo stesso permettersi passi falsi. La performance del team nel GP di Sakhir della prima domenica dello scorso mese di dicembre (saltata da Sir Lewis a causa della positività al Covid) si è infatti prestata ad una doppia chiave di lettura: l'ottavo ed il nono posto finale di Valtteri Bottas e George Russell hanno sì rappresentato il peggior risultato stagionale ma gli exploit (sia in qualifica che in gara) del giovane Russell al volante della "sua" W11 non hanno lasciato indifferente Lewis che si è "affrettato" a tornare in pista (in condizioni tutt'altro che ideali) nella tappa finale di Abu Dhabi.  

Tutto questo per dire che Hamilton e la Mercedes - come in diversi altri casi del passato, appunto - hanno entrambi bisogno di "ritrovarsi". Il nodo resta quello della durata dell'accordo e delle ambizioni del pilota di garantirsi un futuro targato Mercedes (e tutto da definire) anche nel momento in cui la sua fame di vittorie in pista sarà appagata ma difficilmente limitato al semplice ruolo di ambasciatore del marchio ricoperto ad esempio dal suo ex compagno di squadra Nico Rosberg. Decisivo, nel braccio di ferro tra Daimler ed Hamilton - che non è disposto a guadagnare meno dei 45 milioni di euro incamerati nel 2020 - sarà il ruolo di Ineos, la multinazionale britannica del settore chimico che - da semplice partner commerciale - è recentemente diventata titolare di un terzo del team di Formula Uno (con la stessa Daimler e Toto Wolff). 

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