F1, le pagelle di Hockenheim

Lewis è il numero uno, Rosberg sembra un pugile suonato

di LUCA BUDEL

F1, le pagelle di Hockenheim

LEWIS HAMILTON – VOTO 9,5 Da quando ha capito come si parte ha iniziato a vivere di prepotenza con il povero compagno di scuola. Anche in Germania Lewis rivetta il biondino alla prima curva e parte per una gita lunga 300 chilometri. 6 vittorie nelle ultime 7 gare servono a sottolineare chi sia il vero numero 1 del gruppo. Prima del via Lewis si fa selfie a torso nudo con tatuaggi in bella vista e musica rap sparata nella cuffie. Poi – quando indossa casco e tuta – tocca a lui suonare gli altri.

DANIEL RICCIARDO – VOTO 8,5 Due podi di fila servono per affrancarsi dal peso del giovanotto pericolosamente attaccato alle parti intime. Una bella reazione che serve a rialzare le quotazioni di Daniel – terzo nel mondiale - e a portare contemporaneamente la Red Bull al secondo posto nella classifica costruttori. Roba piccola in uno sport dove ci si ricorda solo di chi vince, ma che alla fine vale qualche milionata di euro in più nel montepremi assegnato al termine della stagione.

MAX VERSTAPPEN – VOTO 7,5
In Germania celebra il quarto podio della stagione ma viene battuto ancora da Ricciardo. Mette in pista una gara solida nonostante un momento critico causa decadimento gomme. Piace meno la sua reazione alla manovra legittima di Nico Rosberg, quando Max si lamenta via radio con i box. Mosse che fanno parte del suo repertorio e che i commissari gli perdonano sempre.

NICO ROSBERG – VOTO 6 E’ la dimostrazione vivente che la pole position conta ormai come il 2 di picche quando la briscola è cuori, soprattutto quando ti parte di fianco Lewis Hamilton. Il biondo si fa impallinare come un fagiano confuso e poi non si riprende più. Discutibile la decisione dei commissari “illuminati” che gli rifilano 5” di penalizzazione per l’entrata su Verstappen, per noi regolare. Allucinante la Mercedes che lo tiene ai box 3” calcolando male i tempi. La sensazione è quella di avere a che fare con un pugile suonato, in grado di reggere per un round, cioè il giro veloce, prima di crollare al tappeto in gara.

SEBASTIAN VETTEL – VOTO 5 Ha finalmente ammesso che qualcosa non va. Qualcuno se n’era reso conto da qualche settimana, nonostante proclami e parole di circostanza. Il rendimento di Vettel nel 2016 è simile a quello di Alonso nel 2014. Quindi rivoluzioni e ghigliottine virtuali non sono servite a nulla. Ora tocca pure tenere d’occhio il piccolo Verstappen che è ad appena 5 punti nel mondiale.

KIMI RAIKKONEN – VOTO 5 Non capisce ma si adegua. In qualifica pare più sveglio del suo caposquadra, in gara molla quanto basta per farlo arrivare davanti. Non si comprende se questo accada per il telecomando dai box o per una reale flessione nel rendimento di Kimi.

FERRARI – VOTO 4 Terzo posto nel mondiale costruttori, superati pure dalla Red Bull. E’ questo il prodotto della rivoluzione continua di Maranello in corso da quasi due anni? Purtroppo si. Uno scenario triste e cupo, con una lunga lista di epurati giudicati di volta in volta colpevoli del fallimento. Dal bunker del Cavallino la parola d’ordine resta comunque “non ci arrenderemo mai”. Già, fino al prossimo siluro.

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