Ferrari "spuntata" a Monza: Hamilton e Leclerc, non è più tempo da "liberi tutti"
Scelte non più rinviabili da parte del ponte di comando nell'avvicinamento alla prossima tappa del Mondiale, ma è già tardi
di Stefano Gatti© Getty Images
Troppo contorno, poca sostanza. Si può forse riassumere così il weekend ferrarista a Monza. Il bilancio è pesantemente negativo e al risultato della pista (il deludente sesto posto) di Lewis Hamilton si aggiunge l'incidente di Charles Leclerc al secondo giro: un episodio che costringe il monegasco a recuperare in fretta la botta, visto che il weekend di Madrid dista solo una manciata di giorni. Sarebbe stato opportuno celebrare in ben altro modo il trentesimo anniversario della prima vittoria di Michael Schumacher a Monza. Invece ai lustrini, alle livree speciali, ai caschi Monza Edition e a quant'altro non è seguita una performance adeguata all'occasione, capace di "sfamare" un tifo senza confini che timbra invece puntualmente il cartellino monzese, alimentando una leggenda che fatica a stare al passo con la sua storia e soprattutto con i tempi. Questi tempi, quelli di un Kimi Antonelli dal quale il miglior ferrarista - Hamilton ovviamente - ha un ritardo di settantasei punti. Come dire l'Everest da scalare a mani nude.
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"Sono molto deluso per i nostri tifosi e per i nostri uomini in fabbrica che hanno lavorato tantissimo per portare qui gli ultimi aggiornamenti. Credo che saranno devastati. Abbiamo fatto una brutta gara, onestamente non so cosa dire, è abbastanza evidente. Il contatto con Leclerc al via? È inutile tornarci sopra adesso, troppo tardi. Oggi abbiamo perso tanti punti oggi ma devo accettarlo".
Nell'immediato dopogara sir Lewis non ha mancato di sottolineare il momento chiave della mezza Caporetto monzese del Cavallino, trattenendo a stento l'amarezza per quanto successo al primo via del Gran Premio e rendendo pubblico il suo "disappunto" per una rivalità interna che a questo punto della stagione non ha più ragione di esistere. Certo, anche senza le ruotate della Prima Variante il risultato finale avrebbe potuto essere granché meglio, vista la propensione della SF-26 ad essere infilata a destra e a sinistra dalla concorrenza, nettamente superiore in termini di velocità sul dritto. Dal punto di vista di Hamilton trentasei punti di vantaggio nei confronti di Leclerc (191 a 155) certificano una priorità, da quello del monegasco evidentemente no, ma tocca a Frederic Vasseur dirimere la questione, provando a salvare una stagione che dopo Monza si inerpica ancora di più.
Verranno scenari migliori per tornare a ben figurare e magari a vincere ma sarà comunque troppo tardi per andare oltre le coppe di giornata. I giorni che separano Monza da Madrid saranno febbrili a Maranello: le residue speranze della Scuderia passano da un chiarimento necessario e facilmente doloroso che in ogni caso difficilmente produrrà risultati significativi su questo Mondiale e potrebbe inoltre ripercuotersi negativamente anche sul prossimo anno.
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