FORMULA 1

Due GP in sequenza sul Red Bull Ring di Spielberg: trampolino di lancio definitivo per Verstappen?

Sulla pista di casa deI leader delle classifiche Piloti e Costruttori la Ferraraui rinnova la sfida alla McLaren dopo il deludente GP di Francia.

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A denominazione... invertita rispetto al 2020, Il Red Bull Ring torna ad ospitare una "doubleheader", la prima ed attualmente unica di un calendario suscettibile però di qualche scossone nella sua fase autunnale e culminante. Giugno termina con il GP della Stiria, luglio inizia con quello d'Austria: sulla pista di casa Max Verstappen e la Red Bull hanno la possibilità di allungare in vetta? La storia recente in realtà parla a favore dei rivali nella corsa al titolo.

Tra le Alpi austriache il Mondiale arriva per l'ottava e la nona prova del calendario: tutt'altro contesto rispetto ad un anno fa, quando il doppio appuntamento nella super-bolla dello Spielberg rappresentò il via del Mondiale "pandemico". Pole position e vittoria di Valtteri Bottas nel debutto stagionale, identico exploit per Lewis Hamilton sette giorni più tardi. Per il Re Nero, dopo la partenza falsa del weekend precedente (chiuso ai piedi del podio) si trattò del "lancio" verso il suo settimo titolo. Per l'attuale leader del Mondiale Verstappen non si trattò invece di un avvio di stagione particolarmente brillante: ko in "gara-uno", sul terzo gradino del podio in "gara-due", a completare un podio aperto dalla doppietta Mercedes.

Dal 2014 in avanti, la Mercedes ha vinto sei delle otto prove iridate andate in scena a Spielberg: due con Rosberg (2014 e 2015), due con Bottas (2017 e 2020) e due con Hamilton (2016 e 2020). Senza dimenticare che al Red Bull Ring non si è corso dal 2004 al 2013, anni nei quali con ogni probabilità Lewis sarebbe riuscito a mettere a segno almeno un paio di colpi vincenti. 

Sarebbe però limitante parlare di pista di casa avara di soddisfazioni per la Red Bull e per il suo  leader indiscusso. Nella storia moderna (anzi modernissima) del GP, Verstappen ha trionfato nel 2018 e 2019, stagioni nelle quali battere le Mercedes era una vera e propria impresa, perlopiù isolata, dato lo strapotere di Stoccarda. Quest'anno però è tutto diverso: il pilota olandese si trova in uno stato di forma strepitoso mentre - al netto dei rapporti di forze tra Mercedes e Red Bull, molto più equlibrati rispetto al passato recente - Hamilton non sta attraversando una fase di carriera particolarmente brillante. Presa coscienza della portata della sfida però, è logico attendersi da Lewis una reazione in tempi brevi. Anzi brevissimi: per necessità. Il Re Nero ha insomma bisogno di ritrovare i suoi "winning ways", quelli rimasti sul gradino più alto del podio di Barcellona, il 9 maggio scorso.

 

Dal Red Bull Ring arriveranno sicuramente indicazioni importanti sulla sfida tra McLaren e Ferrari per il terzo posto nel Mondiale Costruttori. Anche perché, ad ogni GP che passa, le possibilità di un'inversione di tendenza diminuiscono drasticamente, in modo inversamente proporzionale allo spostamento del focus sulla prossima stagione. Alla Scuderia di Maranello il clima alpino di Spielberg, ben diverso da quello mediterraneo del Paul Ricard, potrebbe dare una mano in chiave recupero di competitività ed in particolare gestione degli pneumatici, soprattutto in caso di maltempo. Difficile comunque puntare al podio, peraltro raggiunto lo scorso anno da Leclerc, secondo al traguardo del GP d'Austria d'apertura, alle spalle di Bottas e davanti a Lando Norris con la McLaren. Per le Rosse, tutto cambiò poi in peggio (e per tutto il resto della stagione) nel giro di sette giorni, con il clamoroso incidente tra il monegasco ed Sebastian Vettel alla terza curva dopo lo spegnimento del semaforo...

 

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