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Prezzo del Diesel fuori controllo: un "pieno" del TIR può costare 2 mila euro

Lo sconto sulle accise termine il 7 aprile, senza una proroga il rischio è di un salasso

di Redazione Drive Up
31 Mar 2026 - 16:35
 © ansa

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Una delle peggiori crisi energetiche degli ultimi decenni. Forse la peggiore di sempre. La Guerra all'Iran sta avendo effetti dirompenti per il mercato energetico europeo. Attraverso lo stretto di Hormuz - oggi chiuso - passa circa un quinto del greggio mondiale: il prezzo al barile continua a salire, con ricadute a cascata sui carburanti. Il gasolio, in particolare, ha raggiunto nuovi record e soltanto lo sconto sulle accise voluto dal Governo lo "tiene a bada". La scadenza è prevista il 7 aprile, senza una proroga i rischi sono imprevedibili. 
Camionisti in sciopero
Se il mercato dell'automobile privata ha prepotentemente sterzato verso motorizzazioni benzina o ibride benzina, lo stesso non si può dire per i trasporti. Il 95% dei camion è alimentato con il diesel. La totalità del trasporto su gomma sta subendo un aumento incontrollato del costo per il rifornimento: un camion può avere un serbatoio da 500 fino a 1.000 litri. Concretamente significa arrivare a spendere fino a 2 mila euro per un pieno di gasolio. Le conseguenze sono drammatiche, gli autotrasportatori pronti a scioperare: "Questo aumento incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto e potrebbe avviare sin d’oggi i fermi dei Tir nelle proprie rimesse", ha dichiarato Franco Pensiero, Presidente di Trasportounito.
Rischio riserve?
Le ripercussioni potrebbe avere effetti inflazionistici. Secondo alcuni analisti, questa è la peggior crisi energetica di sempre. Persino peggiore di quelle che negli anni '70 misero in ginocchio il mondo occidentale. Lo scenario potrebbe essere ben più dirompente, con un effetto "scarsità" che non può più essere escluso a priori. Verso metà aprile, lo shock energetico dovrebbe colpire anche l'Europa. L'Italia importa il 57% del gasolio dallo Stretto di Hormuz: questo spiega un aumento dei prezzi fuori controllo. Detto ciò, le scorte non mancano e alcuni Paesi hanno già "liberato" parte delle riserve strategiche. Circostanze dagli effetti temporanei e limitati.
L'UE monitora
L'Unione Europea ha espresso una crescente preoccupazione per la sua sicurezza energetica. Bruxelles esorta i governi a incrementare i risparmi energetici e ad esplorare alternative in un contesto di pressione sull'offerta. Uno stato d'allerta: i ventisette devono prepararsi a rischi di interruzioni delle forniture derivanti da un'eventuale scarsità mondiale dell'offerta di idrocarburi. Non sono state - ancora - prese misure concrete, ma le basi per una discussione più approfondita sono state poste. La possibilità che i viaggi aerei siano cancellati e che ci siano restrizioni al trasporto privato, non è più così remota.

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