Le auto cinesi guadagnano consenso in tutta Europa
Nell'ultimo anno i marchi della Repubblica Popolare si sono affermati sui mercati del Vecchio Continente, anche se non allo stesso modo
di Redazione Drive Up© reuters
Il 2025 è stato un anno di importante affermazione per i marchi automobilistici cinesi in Europa. Una struttura produttivo-logistica ormai solida unita a una campagna di comunicazione pervasiva, hanno permesso ai "nuovi arrivati" di raccogliere consensi un po' ovunque. I dati dell'automotive consultancy Inovev mostrano che la loro quota di mercato ha raggiunto il 6% del totale nel Continente, anche se con differenze di penetrazione importanti tra i vari Paesi.
Dove trionfa il Made in China?
Un'Europa a "macchie di Leopardo" dove si passa dal 14% di auto cinesi in Norvegia (la stragrande maggioranza elettriche) al 2% di Slovacchia e Germania. BYD, Gelly e Chery i gruppi che si sono affermati più velocemente, grazie a una linea di prodotto di nuova generazione e dal listino accessibile. Il Made in China ha guadagnato terreno - in particolare - nel Regno Unito (11%), Spagna e Italia (entrambe al 9%) quasi raddoppiando la loro quota di immatricolazioni rispetto all'anno precedente.
I dazi non bastano
Eppure, la Commissione Europea ha imposto dazi del 35% su automobili elettriche prodotte in Cina e importate in Europa. Una misura che non sembra aver rallentato la loro avanzata, soprattutto perché le vetture con motore a combustione non sono soggette a tariffe extra. In Polonia (dove la quota di vetture cinesi è passata dallo 0% del 2023 all'8,2% del 2025) quasi due terzi delle immatricolazioni è rappresentato dalle termiche. E in questi mesi, hanno anche iniziato a operare i primi stabilimenti cinesi in Europa. Parte di una strategia industriale più ampia che ha l'obiettivo d'imporsi sulla concorrenza.