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L’auto tedesca perde colpi: investimenti e posti di lavoro volano all’estero

Il cuore industriale dell’automotive europeo rischia di svuotarsi. Secondo la VDA, il 72% delle imprese della filiera prevede di ridurre gli investimenti in Germania tra delocalizzazioni, rinvii e cancellazioni

di Redazione Drive Up
11 Feb 2026 - 11:26
 © Getty Images

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La Germania, per decenni locomotiva industriale d’Europa e simbolo della potenza manifatturiera nel settore auto, oggi trema. A lanciare l’allarme è la VDA, l’associazione dell’industria automobilistica tedesca, che parla apertamente di “enorme crisi come piazza economica”. Tra costi crescenti, concorrenza globale e transizione elettrica più complessa del previsto, il rischio è quello di uno svuotamento progressivo del tessuto produttivo nazionale.
Investimenti in fuga
Secondo un sondaggio VDA condotto su 124 piccole e medie imprese della filiera, il 72% prevede di ridurre gli investimenti in Germania: il 28% sposterà capitali all’estero, il 25% li rinvierà e il 19% li cancellerà del tutto. Decisioni che stanno già producendo effetti concreti sull’occupazione. Quasi due terzi delle aziende hanno tagliato posti di lavoro in Germania lo scorso anno e oggi il 49% continua a ridurre il personale nel Paese. Il numero complessivo di addetti nell’automotive tedesco è sceso ai minimi dal 2011.
Transizione elettrica e tensioni politiche
Il settore paga il calo degli ordini, la pressione competitiva internazionale e la difficile trasformazione verso elettrico e software. Colossi come Volkswagen e Mercedes, insieme a grandi fornitori come Bosch e ZF, hanno annunciato migliaia di esuberi. Per la VDA, anche il pacchetto europeo di sostegno alla transizione verde non basta: servono incentivi orientati al mercato, non nuovi obblighi regolatori. Intanto cresce la preoccupazione per le ricadute sociali e politiche della crisi, con il timore che l’insicurezza occupazionale possa alimentare ulteriori tensioni nel Paese.

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