I costruttori europei di auto sono troppo lenti
Sviluppo quattro volte più lento e costi quadruplicati rispetto alla Cina: il gap temporale è insostenibile
di Tommaso Marcoli© Getty Images
La crisi di competitività che sta investendo l'industria automobilistica europea si riassume in un'unica variabile: il tempo. Secondo l'analisi di Dirk Slama (Bosch), il vero vantaggio dei costruttori cinesi non risiede tanto nella qualità del software, quanto in una velocità di esecuzione industriale che i marchi occidentali non riescono nemmeno a concepire.
Troppo lenti
Mentre un costruttore europeo impiega in media tra i 48 e i 54 mesi per sviluppare un nuovo modello partendo da un foglio bianco, i concorrenti cinesi completano lo stesso processo in appena 24-30 mesi. Il divario diventa imbarazzante se si analizzano i progetti basati su architetture già esistenti: in Cina bastano dai 9 ai 12 mesi per deliberare e lanciare sul mercato una nuova vettura. Al contrario, i modelli europei rimangono spesso invariati per anni, schiacciati da processi burocratici e metodologie di sviluppo obsolete.
Paghiamo di più
Questo ritardo si riflette direttamente sui costi. Per sviluppare un singolo modello in Europa si spende una cifra con cui a Pechino si finanziano quasi quattro progetti diversi (il costo di sviluppo cinese è pari ad appena il 27% di quello europeo). La radice di questa lentezza strutturale è il persistente utilizzo del "Modello a V" e la conseguente "Integration Hell". Le case automobilistiche europee testano l'interazione tra le centinaia di centraline elettroniche e i software dei fornitori solo negli ultimi sei mesi prima dell'avvio della produzione. Quando i problemi software emergono così tardi, le modifiche bloccano le linee e generano rinvii.
Si può fare meglio
L'ostacolo maggiore per l'Europa rimane la rigida cultura aziendale interna. Le organizzazioni occidentali sono strutturate da un secolo per non commettere errori sulla meccanica, il che si scontra frontalmente con la filosofia software-first del "fallisci presto, correggi subito". Senza una rivoluzione culturale immediata che metta al centro la rapidità d'azione, la lentezza cronica rischia di decretare l'estinzione di molti colossi europei nei prossimi vent'anni.