Strategie

La provocazione di BYD: "In cinque anni saremo europei"

La risposta arriva in seguito all'indiscrezione secondo cui l'Europa starebbe valutando dazi anche sulle ibride plug-in cinesi

di Redazione Drive Up
22 Giu 2026 - 14:47
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 © Getty Images

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S'infiamma la discussione attorno al tema dei dazi sulle automobili cinesi. Come se servisse un nuovo scontro attorno a un comparto industriale già pesantemente compromesso. La cronistoria è la seguente: secondo alcune indiscrezioni, qualche giorno fa la Comunità Europea avrebbe iniziato a discutere la possibilità d'introdurre dazi anche sulle automobili ibride plug-in cinesi. La replica di BYD non si è fatta attendere.
Europei
D'altronde il gruppo cinese è tra i più esposti in assoluto. La sua offensiva in Europa si è dimostrata capace di far breccia nei vari mercati dell'Unione, registrando una crescita impetuosa e costante, trainata soprattutto dalle ibride. Arrivate a stretto giro dopo le elettriche. Per mettere subito le cose in chiaro su quest'eventualità, BYD ha risposto a tono: "Il nostro obiettivo strategico, da qui a cinque anni, è essere percepiti come un costruttore europeo", ha dichiarato il vicepresidente Lars Bialkowski.
Non pronti per le elettriche
BYD sta costruendo un'offensiva di prodotto specifica per l'Europa, considerata ancora impreparata per un passaggio completo alla mobilità elettrica. Per conquistarsi il favore del pubblico, il gruppo cinese ha ideato modelli come la Dolpin G Dm-i, non disponibile nelle altre Regioni dove opera. BYD ha già dimostrato di fare sul serio: le vendite in Europa sono aumentate del 250% nel solo 2025, è stata avviata la produzione nella fabbrica in Ungheria e in futuro saranno acquisiti nuovi impianti. Sicuri i dazi servano a qualcosa?

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