Formula 1 e WRC: la Cina scende in pista
Il motorsport rappresenterebbe una vetrina prestigiosa per dimostrare la qualità e l'affidabilità della tecnica automobilistica cinese
di Tommaso Marcoli© Ufficio Stampa
Quando si parla di automobili, i cinesi hanno le idee chiare: saranno loro a controllare il mercato nei prossimi anni. Sono convinti a tal punto da aver avviato un massiccio piano di investimenti all'estero, "inondando" i porti europei di navi cariche di automobili e riempiendo i concessionari con nuovi marchi pronti a vender cara la pelle. Una strategia aggressiva che nasconde qualche difficoltà sul mercato domestico, dove la l'enorme produzione non riesce più a essere assorbita. La proiezione sui mercati extra-asiatici può essere una soluzione, ma non basta spedire automobili convenienti per avere successo: serve rendersi credibili.
Si va in scena
Nel corso degli ultimi anni la Cina ha profondamente evoluto la sua industria dell'auto, grazie anche al supporto di tecnici e ingegneri europei. Dopo i primi risultati deludenti, oggi il prodotto è più maturo, affidabile e tecnologico. Sul mercato di massa sono elementi utili per ritagliarsi un ruolo da protagonista, ma non per suscitare l'entusiasmo tra gli appassionati. Per questo, i principali gruppi cinesi vogliono competere nel motorsport: "Mi piace la Formula 1, perché è passione, cultura e la gente sogna di essere in Formula 1", ha dichiarato a SportMediaset Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD. Alla domanda se l'ingresso nel circus è una possibilità concreta, risponde senza esitazione: "Sì, è qualcosa di cui stiamo discutendo".
Per lottare ad armi pari
La Formula 1 non ha mai nascosto (perché "affamata" di denaro e share televisivo) di volersi aprire ai costruttori asiatici e BYD ha tutte le caratteristiche per soddisfare i requisiti di partecipazione. Con quali risultati è un altro discorso. Le monoposto non sono comunque l'unica alternativa: il gruppo Geely sembra intenzionato - con il marchio Lynk&Co - a competere nel mondiale Rally, il WRC, da sempre territorio di europei, giapponesi e americani. L'attività sportiva è un volano pubblicitario e una vetrina che legittima (anche agli occhi di chi non ha la passione per le auto e le corse) la solidità del marchio stesso e lo sviluppo di automobili più prestazionali, lussuose e costose. Correre in pista o in fuoristrada è l'ultima tessera che manca ai cinesi per lottare ad armi pari contro i marchi occidentali.