Un po' di nerazzurro nel passato di Diaby, obiettivo dell'Inter: fu Zenga a lanciarlo in Serie A con la maglia del Crotone
Cresciuto nel Paris Saint Germain, ha visto il suo valore crescere dai 15 milioni del 2019 ai 65 del 2024 quando andò all'Al-Ittihad
di Enzo PalladiniC'è un pezzo di Inter nel passato di Moussa Diaby, obiettivo dei nerazzurri, pronti a presentare una nuova offerta aAl-Ittihad. Breve ma significativo. Quell'imprimatur risale alla stagione 2017-18 quando il francese, allora diciottenne, venne ceduto dal Paris Saint Germain in prestito al Crotone. L'allenatore dei calabresi era Walter Zenga, che fece esordire il ragazzo il 14 aprile 2018 sul campo del Genoa, 6 minuti appena al posto di Marcello Trotta in una partita persa 1-0. Ma nell'impegno successivo, in casa contro la Juve, l'Uomo Ragno diede piena fiducia a Diaby, schierandolo titolare e facendogli giocare 63 minuti. Un inizio timido, poi via via sempre meglio, una prestazione da 6 in pagella. Però poi c'era la volata finale per tentare (inutilmente) di salvarsi, per Diaby non ci furono altre occasioni. Due presenze, meno di 70 minuti. La sua Italia, per ora, è tutta lì.
Retrocesso il Crotone, Diaby tornò al Paris Saint Germain dove era cresciuto (è nato a Parigi il 7 luglio 1999) e dove aveva firmato nel 2017 il suo primo contratto da professionista. Il 12 agosto 2018 l'esordio in Ligue 1, partita vinta per 3-0 contro il Caen. Una buona stagione, sotto la guida di Thomas Tuchel: 25 presenze, 2 gol e 1 assist in campionato, 8 presenze e 2 gol nelle Coppe nazionali, 1 presenza in Champions League. Alla fine di quella stagione iniziò la sua escalation in tema di valore sul mercato, perché il Psg lo vendette al Bayer Leverkusen per 15 milioni di euro.
Proprio nel periodo tedesco, Diaby ha dato il meglio di sé stesso. In quattro stagioni, ha collezionato 125 presenze e 31 gol in Bundesliga, ma in totale ha 172 partite, 49 gol e 45 assist con la maglia delle "aspririne". Ottimo percorso a livello personale, ma nessun trofeo conquistato, mentre con la maglia del Psg aveva messo in bacheca un titolo francese e una Supecoppa nazionale. Nel 2023, il suo valore era più che triplicato, perché l'Aston Villa, su indicazione dell'allenatore Unai Emery (che lo conosceva dai tempi di Parigi) investì 50 milioni su di lui. Buona l'unica stagione disputata con la maglia dei Villans, 54 partite e 10 gol tra Premier League e Coppe varie, con la soddisfazione di aver segnato un gol al Wolverhampton con il tiro più potente registrato in Premier: 109,84 km/h.
Poi arrivarono gli arabi, esattamente quelli dell'Al Ittihad, che se lo portarono via per 65 milioni e un contratto da 13 milioni a stagione fino al 2029. Nel campionato dell'Arabia Saudita, Diaby ha cambiato un pochino il modo di giocare, segna un po' di meno a lavora di più per la squadra. Ha aggiunto al suo curriculum altri due trofei, il campionato arabo vinto nel 2024-25 e la Coppa del Re dei Campioni, sempre nel 2024-25. Nell'ultima stagione ha giocato 24 partite e segnato 3 gol tra campionato e Coppe, adesso avrebbe tanta voglia di tornare in Europa per provare a vincere qualcosa.
Tecnicamente è il classico esterno destro di piede mancino. In questo non sarebbe molto dissimile da Diouf, ma dalla su parte c'è la grande attitudine a ricoprire il ruolo, anche se potrebbe faticare giocando a tutta fascia. In tal caso servirebbe qualche accorgimento per poterlo sfruttare al meglio, se dovesse prenderlo l'Inter. Rispetto a Diouf (che comunque ha la possibilità di giocare in ruoli ai quali è più abituato), può garantire una maggiore esperienza, una superiore accelerazione, quella visione periferica che gli consente di sfornare un grande numero di assist. Brevilineo e dotato di una velocità impressionante soprattutto nei primi metri. Potrebbe portare qualcosa di diverso. Costoso, ma prezioso.