"Abbiamo iniziato un forte percorso di riavvicinamento. Quando ci racconteremo tutta la verità, nient'altro che la verità, io ci metterò una pietra sopra in maniera definitiva. Potremo tornare a essere quelli di prima". Lo scrive Francesco Totti, storico capitano della Roma, parlando di Luciano Spalletti in un estratto della sua 'Oltre', pubblicata dalla Gazzetta dello Sport.
"Le condizioni ideali per la pace tra me e Luciano Spalletti sono in costruzione, giorno dopo giorno. Diciamo che abbiamo intrapreso un percorso oltre il silenzio che c'era. Da dove nasca la nostra rottura non lo ripeterò qui, lo sanno anche i marziani", ha scritto Totti. Dopo un periodo di silenzio di oltre 6 anni, l'occasione per un primo riavvicinamento è stata la visita della Nazionale, allora allenata da Spalletti, ai bambini malati dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma a cui la Federazione invitò lo stesso Totti. "Non ne volevo sapere", ricorda Totti poi "in effetti ci ho riflettuto, e ho capito che va bene essere egoisti, difendersi dal dolore e nascondere le ferite, ma non sulla pelle di altri. Quindi ho accettato l'invito, tanto prima o poi doveva succedere".
L'incontro tra i due alla presenza dell'allora presidente della Figc Gabriele Gravina è stato "Un cinque veloce. Un abbraccio. Si è trattato di un gesto fugace, nulla di più. Non ho sentito nulla, non era ancora amore", ha detto Totti. "L'ho rivisto all'Olimpico di Roma, il 14 maggio 2025, finale di Coppa Italia vinta dal Bologna contro il Milan. 'Come va?'. 'Tutto bene, e tu?'. 'Bene, grazie'. 'Ciao'. 'Ciao'. Solite cose, senza trasporto. Poi, spariti", si legge ancora nel libro dell'ex numero 10 giallorosso.
Quindi la svolta legata a uno spot pubblicitario. "Il tira e molla è durato un mese. Non ero convintissimo però alla fine ho ceduto. Ognuno aveva il suo camper per cambiarsi e per truccarsi. Sono sceso dal mio e mi sono avviato verso quello di Spalletti. Ho bussato. 'Apri, che c'hai paura?'. È sceso, ci siamo abbracciati, una cosa leggermente più vera rispetto a quella del Bambino Gesù", ha raccontato Totti ricordando il primo scambio di battute tra i due "'Francesco, sei contento di fare lo spot con me?'. Non vedevo l'ora. Comunque mi devi ringraziare, mister. Se avessi detto no io, non avrebbero preso neanche te".
"Abbiamo lavorato insieme due giorni, è servito, ci siamo sciolti, abbiamo sorriso, di quei sorrisi spontanei, non comandati. Mi sono divertito. Devo dire che ne sono uscito più sereno", ha raccontato Totti. "Nell'estate del 2026 ne abbiamo girato un secondo, per tre giorni nella tenuta di Spalletti, in Toscana. Una sera ci siamo ritrovati a tavola insieme ad altre persone. Ho parlato io, rivolgendomi a tutti: 'Come allenatore era uno dei più forti, con me non si è comportato benissimo…'. 'No, Francesco, è tutta colpa tua, sei tu che hai voluto il male mio e mi hai cacciato dalla Roma"'. 'Ma che stai a dì, mister? Hai fatto tutto da solo'. Non ne siamo usciti neanche lì, però il clima era decisamente più amichevole. Di spot in spot stiamo eliminando le scorie", ha concluso Totti.