Serie A: Var sotto accusa a Bergamo e Torino

Polemiche per il rigore assegnato alla Juve e il gol convalidato a Kean. Allegri ne critica l'utilizzo

Var (LaPresse)

Var ancora protagonista nella settima giornata di Serie A. In particolare due i campi 'caldi', quello di Bergamo e, soprattutto, Torino, dove non sono mancate le polemiche. La moviola ha annullato giustamente un gol di Mandzukic (a inizio azione gomitata di Liechtsteiner a Gomez), concesso un rigore alla Juve (ma il tocco di Petagna è sembrato più di spalla che di braccio) e ha sorvolato su un contatto dubbio Palomino-Higuain. A Torino, invece, rimonta del Verona nel segno del Var che convalida il gol di Kean (secondo il replay tecnologico in linea con N'Koulou) e assegna un rigore ai veneti (è dentro l'area il tocco di mano di Molinaro).

Niente da fare. Il Var ha il merito inconfutabile di diminuire gli errori arbitrali e di fare giustizia (almeno parzialmente) ma non riesce a cancellare le polemiche. Nell'ultima giornata di campionato la moviola ha dovuto fare gli straordinari su due campi, l'Atleti Azzurri d'Italia e l'Olimpico Grande Torino.

A Bergamo Damato è dovuto ricorrere alla tecnologia in tre occasioni, concentrate nella ripresa: solo in occasione del rigore assegnato alla Juve rimangono dubbi sul tocco di braccio di Petagna, mentre nel finale ha sorvolato su un contatto Palomino-Higuain (il rigore ci poteva stare).

A fine gara, però, sia Gasperini che Allegri si lamentano: l'allenatore della Dea perché chiedeva il rosso per la gomitata di Lichtsteiner a Gomez che ha portato all'annullamento del gol di Mandzukic (giusto il giallo, perché il gesto non è violento, non c'è volontà di colpire l'avversario), mentre le critiche del bianconero  riguardano l'utilizzo senza analizzare i singoli episodi. "E' uno strumento importante, ma se vogliamo far diventare il calcio uno sport che non è più sport continuiamo a usarla per episodi soggettivi. Allora a marzo, quando le partite varranno una stagione, dureranno dalle 3 alle 4 ore. La Var deve essere usata per episodi oggettivi: se il fallo è dentro o fuori area, se è fuorigioco" l'affondo di Allegri.

A Torino, invece, il Var è venuto in soccorso al Verona e ha certificato la poca fortuna del Toro con la moviola
(già penalizzato contro Bologna e Sampdoria). Se da un lato Mihajlovic rispetta la decisioni arbitrali ("con il Var non siamo fortunati, ma oggi le decisioni sono state corrette. Sul primo gol del Verona non c'è fuorigioco, poi sul rigore c'è fallo di mano di Molinaro"), dall'altro tifosi e stampa locale rimangono perplessi per la rete assegnata a Kean, un gol segnato in fuorigioco, secondo l'assistente numero 1 di Gavillucci, Posado. Non secondo Di Bello, Var a Torino, e Di Fiore, assistente internazionale, impegnato come Avar (assistente del Var). Il motivo è da ricercare nel replay utilizzato: in quello usato dalle televisioni (e quindi visto dagli spettatori) l'attaccante del Verona è sembrato leggermente in fuorigioco, ma i due collaboratori di Gavillucci hanno utilizzato il cosiddetto "guardalinee elettronico", che viene azionato manualmente, scegliendo il frame in cui parte il passaggio e posizionando la linea del fuorigioco. E secondo l'occhio di falco, fornitore ufficiale della Lega, Kean era in linea. Var usato senza dubbio correttamente nel fallo di mano causato da Molinaro (graziato in precedenza per un'entrata su Cerci) che ha portato al 2-2 finale.

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