E' una Serie A a tutta... Var

Tecnologia protagonista nella quarta giornata: tanti errori evitati e sempre meno tempo perso

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Con il passare delle giornate il Var entra sempre di più nelle case dei tifosi italiani e, come era auspicabile e prevedibile, con il tempo si affina sempre più tanto che nella quarta giornata di Serie A è stato utilizzato in modo praticamente perfetto. Due i campi dove è stato indiscusso protagonista: a San Siro, dove è stato provvidenziale anche l'Occhio di falco, e Verona (cancellati un gol e un rigore e assegnato il penalty dell'1-1).

Ogni cambiamento ha bisogno di tempo, in particolar modo un mondo come quello del calcio che per decenni ha rifiutato ogni innovazione e aiuto della tecnologia. Più facile storcere il naso alle novità e sottolineare con il pennarello rosso sempre ciò che non funziona ancora al meglio. Il Var è sbarcato come un marziano in Serie A, accolto con curiosità ed altrettanto scetticismo. Una rivoluzione, comunque la si pensi, che se è vero che da un lato snatura il calcio senza pause con cui siamo cresciuti e a cui eravamo abituati, dall'altro rappresenta davvero un aiuto per gli arbitri, i cui errori grossolani sono ormai ridotti al lumicino.

Certo, nelle prime uscite qualcosa non è filato subito tutto liscio
(l'errore più grave rimane quello in Roma-Inter: il contatto Skriniar-Perotti è da rigore, Irrati chiede aiuto al Var ma gli assistenti davanti al monitor non ritengono di cambiare la decisione) e anche i tempi di intervento hanno avuto bisogno di un po' di rodaggio. Sacrosante anche le lamentele del Torino alla prima giornata, quando uno dei due assistenti di linea ha fermato un'azione offensiva per fuorigioco appena prima che Berenguer segnasse il gol del vantaggio: la decisione del guardalinee era sbagliata ma l'arbitro non ha potuto servirsi del Var perché aveva già fischiato, fermando il gioco.

Un errore che difficilmente capiterà ancora, visto che gli assistenti stanno seguendo alla lettera le indicazioni di Rizzoli, ovvero alzare la bandierina solo ad azione conclusa quando il giocatore coinvolto può andare a segno. Come è successo ieri a San Siro in occasione dei gol di Lasagna e Kalinic, entrambi in fuorigioco. Al Meazza protagonista anche la goal line tecnology: il tiro di Bonucci è stato respinto sulla linea da De Paul e quindi giusto non assegnare il gol.

Var perfetto anche a Verona, dove è intervenuto tre volte. Requisiti all'Atalanta un rigore (penalty tolto a Ilicic perché Petagna si era portato fuori la palla) e un gol (fuorigioco dello sloveno), ma nel finale assegnato il tiro dagli 11 metri (netto fallo di Tomovic su Orsolini non visto da Mariani) realizzato da Gomez per l'1-1 finale. Insomma tutto è filato liscio. W il Var e W la tecnologia, che ha anche il merito di rassenerare gli animi e smontare tante polemiche.

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