Roma, senti Dzeko: "Vorrei lavorare con Mou"

L'attaccante esalta Totti: "Posso solo dire che è una leggenda"

Dzeko, Foto LaPresse

Mou, Totti, Balotelli e Ibra. Edin Dzeko si racconta a 360°. "Un giorno mi piacerebbe lavorare con lo Special One, me ne hanno parlato bene in tanti - ha spiegato il bosniaco -. Ha vinto così tanti trofei con squadre diverse". Poi sul ritiro di Totti: "Posso solo dire che è una leggenda in tutto il mondo". "Balo? Lo conosco bene, è un bravo ragazzo - ha aggiunto - Tolti Messi e CR7, Zlatan è il più forte di tutti".

A Roma si parla solo dell'ultima partita di Totti e anche Edin dice la sua sul "Pupone": "Come persona l'ho conosciuto ed è un ragazzo davvero gentile. È Francesco Totti, quello che gli succede in campo è sempre vissuto con grande emozione". E parlando sempre di numeri uno, Dzeko svela un sogno. "Una volta ho detto che mi piacerebbe giocare per Josè Mourinho - ha spiegato l'attaccante giallorosso -. Lo chiamavano 'Special One' in Inghilterra. È speciale, ha vinto così tanti trofei con squadre diverse. Ho sentito molto parlare di Mou da altri giocatori che hanno giocato per lui e tutti dicono cose belle".

Ma Dzeko dispensa elogi anche a Spalletti: "E' stato molto importante. Lui vuole giocare un calcio offensivo e mi ha insegnato cose nuove, come attaccare sempre lo spazio, perché in Italia è più difficile, i difensori giocano più stretto e stanno più indietro che in Germania o in Inghilterra. Ovviamente è stata una persona fondamentale per il mio successo".

Quanto invece agli attaccanti più forti del mondo, Dzeko ha le idee molto chiare: "Tolti Messi e Ronaldo, il più forte è Ibrahimovic". Un pensiero particolare poi Edin lo dedica a Balotelli: "E' un bravo ragazzo. Ci sono state così tante cose negative riguardo a Mario sui giornali. Io lo conosco meglio dei giornali. Abbiamo giocato insieme tre anni. È un ragazzo gentile, una brava persona". "Penso che avrebbe potuto ottenere di più dalla sua carriera - ha aggiunto a 'I SIgnori del calcio' -. Non molti giocatori hanno il suo talento. Però, come ho detto, in alcune situazioni poteva essere più furbo e non lasciare che la gente attorno a lui gli rovinassero la vita e la carriera".

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