Vincerle tutte per entrare in Champions dalla porta principale
Senza Keita, che non si è allenato, la Roma mette nel mirino la possibile seconda vittoria consecutiva, nell'anticipo di domenica all'ora di pranzo contro il Genoa. Non è ambizione, ma necessità: solo vincendo tutte e cinque le ultime gare da qui alla fine della stagione, la formazione di Garcia sarebbe certa aritmeticamente del secondo posto, quello che vale quasi 50 milioni di euro, ma soprattutto la tranquillità, anche finanziaria, di James Pallotta.
Senza la seconda piazza, già il preliminare di Champions col terzo posto verrebbe vissuto come un mezzo fallimento. Garcia lo sa bene e chiede ai suoi uomini il massimo della concentrazione. Tornerà Francesco Totti dal primo minuto, dopo la panchina di Reggio Emilia col Sassuolo. Dal suo blog il capitano ha espresso, se mai ce ne fosse stato bisogno, il suo amore per la Roma, ricordando che solo uniti si vince. Proprio così: uniti si vince.
E allora l'allenatore francese spera che la benefica vittoria di mercoledì possa essere una cura per una Roma che, dopo la sconfitta di San Siro contro l'Inter, sembrava aggredita anche da divisioni interne. Servirà però una Roma ancora migliore di quella vista col Sassuolo. Perché il Genoa corre, è in forma ed è ingolosito dalla zona Europa League.
Insomma, il percorso per raggiungere la seconda piazza si può considerare tutt'altro che facile. Servono i gol e qui c'è un dato confortante: le tre reti al Sassuolo sono le prima del 2015 in una sola partita. Garcia, travestito da Lapalisse, l'ha detto e ripetuto: per vincere bisogna segnare. E la gara col Genoa, in questo senso, sarà un banco di prova praticamente definitivo.