Roma,Garcia:"Juve, che ingiustizia"

Il tecnico giallorosso carica la squadra: "Quest'anno dobbiamo per forza vincere qualcosa"

03 Gen 2015 - 17:30

Anno nuovo per Rudi Garcia, che però non dimentica la discussa sconfitta di Torino contro la Juventus. "Perdere così è difficile da accettare, forse non ci riuscirò per tutta la stagione o per tutta la vita - ha spiegato il tecnico della Roma -. Non ho un rammarico per i tre gol irregolari: è il sentimento di ingiustizia che è difficile da cancellare". Poi sugli obiettivi: "Quest'anno dobbiamo per forza vincere qualcosa".

Anno nuovo, polemiche vecchie. Rudi Garcia non riesce proprio a togliersi dalla testa quel senso di ingiustizia che lo pervade dall'ormai famosa notte di Torino. Un modo per cancellarla è alzare al cielo un trofeo nel 2015. "L'unica cosa che non mi è piaciuta di questi cinque mesi è stato il primo tempo di Napoli - ha spiegato -. L'obiettivo finale non cambia: dobbiamo vincere almeno un titolo".

Nell'intervista rilasciata ad alcuni media, l'allenatore francese è lontano parente di quello che si presenta davanti alle telecamere: "Non mi sento cambiato e non modifico il mio modo di essere. L'allenatore è un attore, deve essere in un modo con i giocatori, in un altro di fronte alla stampa. Dopo il k.o. con la Juve, quando ho detto che vinceremo di sicuro lo scudetto, ero allenatore perché ci credevo, e attore perché era il momento giusto per farlo".

Poi gonfia il petto: "Sono ambizioso e abituato ad offrire performance superiori alle attese: è stato così al Lille ed è così alla Roma".

Critico sul mercato di gennaio ("difficilmente arrivano campioni, Nainggolan è l'eccezione che conferma la regola"), Garcia vuole che la rosa sia sempre rafforzata: "Abbiamo bisogno di giocatori più forti ogni anno, ma dipende dalle disponibilità, anche se il budget non è tutto. Il modello è l'Atletico Madrid e io non sono uno che piange per avere Messi e Cristiano Ronaldo".

Passando ai singoli ("Destro rimarrà, Iturbe ha avuto qualche infortunio ma farà grandi cose, De Rossi è un grande uomo e giocatore"), non possono mancare parole al miele per Francesco Totti: "Non posso più chiedergli 15 gol a stagione, ma finché non si fermerà non mi pongo domande sulla Roma senza di lui. Mi auguro che la sua uscita sia all'altezza del suo talento. Vinciamo quest'anno e i prossimi e consentiamogli di fermarsi come merita".