Roma, Di Francesco: "Col Napoli non è spareggio scudetto. La squadra da battere resta la Juve"

Il tecnico giallorosso: "Noi e gli azzurri ci siamo avvicinati di più ai bianconeri"

Di Francesco, foto Lapresse

"Non mi sarei mai immaginato di tornare a Roma da allenatore. Sarei potuto andare altrove, ma non è mai scoccata la scintilla. Roma è stata una scelta di cuore. E sono consapevole delle pressioni". Parole del tecnico giallorosso Di Francesco al 'Festival del calcio' a Firenze. "Col Napoli spareggio scudetto? Magari no, ma è una partita fondamentale. La squadra da battere resta la Juve. Roma e Napoli sono quelle che si sono avvicinate di più".

"La Roma ha cambiato di più del Napoli, in primis l'allenatore, ma questo non vuol dire che siamo meno competitivi, siamo qui per crescere - ha proseguito Di Francesco - Ci dispiace non aver giocato a Genova, a livello psicologico un po' pesa e può farlo anche a lungo andare". Su Dzeko: "Ribadisco che ha sbagliato, ma al di là di Edin, per dare forza a un lavoro ci sono i risultati. Il tempo è fondamentale per trasmettere un'idea di gioco. Per far crescere un'azienda ci vogliono anni, figuriamoci una squadra di calcio. Ricordiamoci di Sarri e delle difficoltà da lui avute inizialmente, va dato merito a chi lo ha aspettato".

Su Schick: "Si vede che ha l'istinto del campione. Non sto a dire in che ruolo giocherà, magari cambierò qualcosa a livello tattico ma è un attaccante, non solo una prima punta. Dipende sempre dal sistema di gioco. Se andate a vedere le cose migliori alla Samp le ha fatte partendo da destra. Non diamo però giudizi affrettati. Ho allenato tanti giovani, qualcuno l'ho anche lanciato, e vi dico che vanno aiutati".

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