De Rossi: "Juve ancora davanti"

Il capitano giallorosso: "VAR? Leverà molti dubbi. Con Tommasi in Figc si va sul sicuro. E Totti dirigente mi sta piacendo"

28 Dic 2017 - 16:18
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Daniele De Rossi ha parlato delle ambizioni della Roma e della lotta per lo scudetto: "Sono due anni che dico che per come gioca il Napoli è la squadra più accreditata per vincere lo scudetto. Però la Juve è sempre lì e quindi dobbiamo per forza ripartire da loro come favoriti, poi un passo dietro metto il Napoli e noi". Il capitano giallorosso ha parlato del VAR ("Leverà i dubbi degli ultimi anni") e di mister Di Francesco: "Il suo lavoro si vede".

De Rossi ha analizzato la lotta per i posti in campionato ripartendo dalle ultime stagioni: "Se la Juve vince da 5-6 anni di seguito vuol dire che è più forte degli altri. Il campionato è lungo, nulla è deciso. Noi abbiamo perso qualche punto, ma adesso abbiamo delle partite da vincere assolutamente per riavvicinarci alle squadre davanti". 


Il centrocampista è ritornato anche sul ko di Torino, una sconfitta di misura che ha comunque portato la Roma a sfiorare il pareggio nel finale: "Anche un pareggio non sarebbe stato un risultato rubato, poteva starci e ci avrebbe portato a vedere questo nostro inizio di stagione in maniera differente. Ma non puoi basare le ambizioni di una squadra su una partita sola, soprattutto quando vai a giocare contro una squadra molto forte che noi vorremmo raggiungere". 

Risultati che la Roma vorrebbe raggiungere sotto la guida di Di Francesco: "Basta parlare semplicemente dei punti. Lo scorso anno avevamo un allenatore magnifico e abbiamo fatto un campionato strepitoso, ma guardando la classifica e considerando il recupero da giocare potremmo aver fatto più punti al giro di boa. Già questo dovrebbe mettere tutti a tacere. E poi sta dando un'impronta facilmente riconoscibile".
Daniele spende parole al miele anche per Dzeko, bomber che ha smarrito il gol negli ultimi tempi: "Dzeko è un attaccante facilissimo da giudicare, un campione assoluto, tra i più forti al mondo. Anche quando non fa gol aiuta la squadra in maniera incredibile. L'anno
scorso faceva gol appena la toccava, è vero, ma comunque secondo me sta facendo un'ottima stagione. Sicuramente il fatto che la squadra stia producendo meno, non lo aiuta".

La grande novità di quest'anno è il VAR che De Rossi giudica in maniera positiva: "Non è ancora perfetto ma ci darà grosse soddisfazioni e grande tranquillità in campo sia nell'accettare le decisioni sia nel non creare disastri dopo. Leverà quasi tutti i dubbi che ci sono stati in Italia in questi anni. Io sono un patito di football americano e lì è una cosa normale e riconosciuta, addirittura l'arbitro parla con lo stadio. È una cosa automatica, non si protesta e non se ne parla. Ci vorrà un po' di tempo qui anche perché ogni tanto qualche decisione è un po' dubbia perché il calcio è uno sport che ha regole più interpretabili rispetto al football". 

Infine, sull'amico Totti: "In questa vesta da dirigente mi sta piacendo, ma a me piaceva più calciatore quando aveva 28-29 anni perché mi faceva vincere le partite. Secondo me si sta ambientando bene in questo nuovo ruolo, anche perché ha un ottimo rapporto con Monchi. Lo aiuta a sentirsi a casa. Ha trovato il suo posto ideale".

Dal giallorosso all'azzurro: De Rossi torna sull'eliminazione dell'Italia dal Mondiale e sulla bufera in Federazione. E anche lui indica in Damiano Tommasi il presidente ideale per la Figc: "Non lo dico perché è  mio amico, ma Damiano Tommasi ha dato un'immagine diversa sia da calciatore che da dirigente. Con lui vai sul sicuro". Su Tavecchio: "È un personaggio che non mi ha fatto impazzire per come si è inserito a causa di uscite assolutamente fuori luogo, ma negli anni ha fatto il dirigente ereditando una situazione in cui non poteva fare miracoli. Anzi,ne ha fatti nella prima gestione se andiamo a valutare i risultati ottenuti nella gestione di Conte, e i meriti quindi vanno anche alla Federcalcio". Chiusura sulla maledetta notte di San Siro e lo 0-0 con la Svezia, dovuta, secondo alcuni, alle tensioni tra il gruppo azzurro e l'ex ct Ventura: "Sono state dette tante cose intorno a quella partita. C'è stato un momento di grossa tensione e nervosismo, sapevamo che la situazione era molto delicata. C'e' stato un qualcosa che non dovrebbe mai uscire dallo spogliatoio e non mi piace parlarne, ma se penso di essere uscito dal Mondiale perché c'è  stata una riunione turbolenta parto dal presupposto sbagliato. In campo potevamo fare meglio".