Gasperini torna a Bergamo: "Sarà bello salutarsi. Raspadori? Chiedete in Spagna"
Le parole del tecnico giallorosso alla vigilia della sfida contro la sua ex squadra
Quella di domani sera sarà una sfida speciale per Gian Piero Gasperini. L'allenatore della Roma farà ritorno nella "sua" Bergamo, città in cui ha espresso al massimo la sua filosofia calcistica portando l'Atalanta a vincere anche una Europa League nel 2024.
Dopo la vittoria contro il Genoa, i giallorossi vogliono continuare a macinare punti per la corsa alla prossima Champions League. "Pellegrini e Bailey sono infortunati, anche Pisilli ma dovrebbe recuperare. Hermoso è recuperato. Dobbiamo vedere Wesley che ha un po' di acciacchi. È una vigilia un po' movimentata e dobbiamo fare un po' di scelte. Sono convinto che poi recupereremo tutti, perché giocare una partita così dà una motivazione molto forte", ha dichiarato Gasperini nella conferenza stampa della vigilia.
Mancheranno Ndicka ed El Aynaoui alla Roma, Lookman e Kossounou all'Atalanta tutti impegnati in Coppa d'Africa. "Sono quattro giocatori fortissimi, sarebbero stati tutti in campo. L'Atalanta rimane una squadra forte, da Champions, che è stata anche rinforzata e completata. Conosco il valore di tutti, ma sono fiducioso della nostra squadra, per quello che stiamo facendo a volte anche in situazione di emergenza. Guardiamo la nostra strada con la fiducia che ci siamo conquistati sul campo", ha aggiunto il tecnico giallorosso.
L'allenatore si è poi soffermato sul mercato e sui rumors riguardanti una vecchia conoscenza della Serie A: "Raspadori? Chiedete in Spagna se è fatta… E poi non è che se arriva un giocatore allora cambia tutto, questa è una visione distorta. La Roma - ha proseguito Gasperini - è una squadra che ha una sua base ed è competitiva. L'obiettivo è diventare sempre più forte. Per questo non bisogna acquistare tanto per, ma chi arriva deve dare un valore aggiunto". Su questa sessione, il tecnico ha aggiunto: "È molto strana rispetto a quella degli altri anni, perché in questa le big si stanno scatenando, cosa che non è mai successa. Ci sono tante squadre e sono tutte vicine, così nel giro di pochi punti ci si gioca tutto: lo scudetto, la Champions o niente. Noi dobbiamo accettare la battaglia e stare attenti, guardando al nostro percorso. La realtà finanziaria la conosciamo e speriamo di poterla migliorare, ma non è solo una questione di soldi. Noi dobbiamo essere ambiziosi a prescindere".
Infine, un pensiero sul suo ritorno a Bergamo: "Conoscendoci coni bergamaschi, sarà bello salutarsi, ma poi ognuno per sé. Senza prigionieri... Spero di non esser cambiato da com'ero a Bergamo, ma di esser sempre me stesso - ha aggiunto l'allenatore della Roma - La cosa che per me è importante è aver fatto presa su questo spogliatoio e aver tolto lo scetticismo che c'era su di me".
"Per me non è stato facile cambiare vita - ha proseguito-, ma professionalmente sono in una situazione che mi stimola tanto e alla quale credo molto. In questo non sono diverso, perché quando abbiamo vinto l'Europa League ho pensato che potessimo lottare anche per qualcosa di ancora più alto". E poi: "Torno con grande piacere a Bergamo, perché è stata una bella storia quella con l'Atalanta. È cominciato tutto con Percassi e siamo sempre cresciuti. La vera anomalia, se vogliamo, è stata aver raggiunto certi livelli con bilanci in utile. È una cosa straordinaria e abbiamo dato anche molto fastidio, ma questa è stata la capacità di questo grande imprenditore. Io ho cercato di lasciare la squadra il più in alto possibile e credo di aver lasciato un valore importante lì".