Che sia il fatto stranoto che si giochi troppo (la media è di 3,5 giorni tra una partita e l'altra per chi fa le coppe), o un calcio ormai fatto di duelli e scontri in ogni zona del campo, ma resta il dato oggettivo che gli infortuni stiano cambiando la fisionomia delle grandi squadre. Prendiamo la Roma, per esempio. A Dybala si è aggiunto Rensch, lesione di primo grado all'adduttore. Manu Koné capirà nelle prossime ore se potrà essere inserito nel gruppo dei convocati, mentre Gollini è sempre alle prese con il problema alla schiena che lo ha tenuto fuori a Manchester. Da valutare se le infiltrazioni basteranno a rimetterlo in campo. Senza Svilar, ci si dovrà di nuovo affidare a Vasquez che tornerebbe a disputare una partita di Serie A dopo un anno e mezzo (allora era nell'Empoli).
La Roma, insomma, non sta benissimo ma Gasperini ha saputo dimostrare quanto sia in grado di sopperire a qualsiasi emergenza. Il morale non è al massimo, dopo l'ennesimo rimontone finale in Champions, ma la classifica in campionato è sempre più che soddisfacente. Contro il Sassuolo di Aquilani, squadra che non può permettersi l'ennesimo passo falso, è probabile che, davanti al portiere, ci saranno Mancini, Ndicka ed Hermoso, con Molina e Wesley sulle fasce e De Roon e Cristante in mezzo. Davanti uno schieramento più offensivo con Mora e Soulé a supporto di Malen, con Pisilli prima alternativa a centrocampo o ai due trequartisti. Con l'Inter impegnata con il Como e la Lazio nella complicatissima trasferta di Napoli, c'è la seria opportunità di avvicinarsi alla vetta. E Gasp non vuole lasciarsela scappare.