Gasp, tre indizi fanno una prova: che fatica nei secondi tempi
Roma rimontata e ribaltata anche a Manchester, dallo 0-2 al 3-2. Come all'Olimpico con il Real (da 3-1 a 3-4) e a Istanbul con il Fenerbahce (da 0-1 a 1-1). Se le partite finissero nel primo tempo, i giallorossi avrebbero 10 punti invece dei 4 reali. Ma niente è compromesso, in attesa dei ritorni di Svilar, Koné e Dybala
di Matteo Dotto© Getty Images
Il Teatro dei Sogni diventa per la Roma Teatro degli Incubi. E forse adesso la "rimontite" rischia di diventare una vera e propria sindrome. Una Roma versione Champions ancora una volta dai due volti: autorevole, brillante e divertente nel primo tempo, con un 2-0 di vantaggio che le stava fin stretto e con Malen e Soulé vicinissimi al tris. Un dominio assoluto, una partita in totale controllo tanto che il primo tiro (sballato) dello United arriva dopo 26 minuti con Baleba.
Poi il patatrac della ripresa. Cambio Pisilli per Mora - con il senno di poi - magari non azzeccatissimo. Quindi l'alert con quello slalom di Baleba dopo soli 30 secondi interrotto solo dallo strappo muscolare che ha salvato Vasquez proprio al momento della capitolazione. Quindi il rigore e la paura di rivedere le streghe come contro il Real. E l'errore di Balerdi - fin lì un gigante, il migliore in campo con il Soulé del primo tempo - che regala a Cunha la palla del pareggio. E la beffa finale del gol del 3-2, nato da un'azione che vede Balerdi tenere in gioco Lacey e poi ancora l'argentino arrancare sulle tracce di Cunha senza riuscire a chiuderlo.
Quarta partita di Champions e terza rimonta. Come si diceva un tempo, tre indizi fanno una prova. Ed ecco servita la sindrome da rimonta o "rimontite". Pronti via, l'1-1 di Istanbul contro il Fenerbahce con i turchi a pareggiare in apertura di ripresa il gol di Cristante. Quindi la frittata dell'Olimpico: Roma avanti 3-1 prima di prendere tre gol negli ultimi otto minuti tutti sugli sviluppi di corner. A Old Trafford la Roma non ha avuto la forza di tenere il pallino del gioco nella ripresa e paga almeno due gravi errori individuali: quello di Mancini che provoca il calcio di rigore e il clamoroso buco di Balerdi che regala il 2-2 a Cunha. Dopo 4 giornate la squadra di Gasperini in Europa si ritrova con 4 punti. Se le partite durassero solo un tempo sarebbe a quota 10: tre punti in Turchia, pareggio con il Real e vittorie con Slovan e United. Ma i se e i ma non fanno classifica. Adesso davanti la Roma ha due partite abbordabili in campionato (Sassuolo in casa e Parma fuori) prima di tornare in Champions mercoledì 25 novembre a Parigi con il Psg. Quando magari torneranno tre dei grandi assenti giallorossi (mai dimenticare l'emergenza infortunati...): Svilar, Koné e Dybala.