L'ANALISI

Roma, Gasperini non può più sbagliare: nemmeno il calendario complicato può essere usato come alibi

Le parole di Ranieri nel prepartita sono state eloquenti, i rapporti interni sono diventati tesissimi ma la situazione si può ancora salvare 

di Enzo Palladini
11 Apr 2026 - 08:46
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Intanto sono arrivati tre punti e l’aritmetica non è un’opinione. La Roma sale a quota 57, la stessa della Juventus, un punto in meno del Como. Ovviamente con una partita giocata in più. È anche vero che questa vittoria è arrivata contro un Pisa ormai (da tempo) condannato alla retrocessione, sparring partner poco credibile per la squadra di Gasperini, che però doveva invertire un trend pesantemente negativo: nelle cinque partite precedenti aveva rimediato tre sconfitte, un pari e una sola vittoria, quella ottenuta contro il Lecce. Quindi, al di là del coefficiente di difficoltà, quei tre punti sono un tesoretto da custodire nella speranza di farli fruttare in questa volata finale.

Dalla serata dell’Olimpico arrivano alcune indicazioni positive. Il solito Malen si è confermato attaccante immarcabile per chiunque, la difesa si è ripresa (Svilar compreso) dopo un periodo di sbandamento e nonostante l’assenza di Mancini. Soulè, che a San Siro era stato praticamente nullo, ha lanciato segnali di ripresa. La squadra è andata a segno per la nona giornata consecutiva, solo l'Inter ha questa serie aperta. In tutto questo c’è anche l’aspetto negativo dell’infortunio di Pellegrini, che si è fermato poco dopo avere sfiorato il gol con un calcio di punizione quasi perfetto.

Adesso quello che preoccupa, al di là della condizione fisica di alcuni giocatori che vengono considerati “titolarissimi” da Gasperini, è il calendario delle ultime sei partite e in particolare delle prossime due: la prima in casa contro un’Atalanta in piena rimonta e ancora spinta dalla speranza di un posto in Champions, la seconda sul campo di un Bologna che evoca il fantasma dell’eliminazione dall’Europa League, così recente e dolorosa. Poi all’Olimpico arriva la Fiorentina affamata di punti salvezza, mentre due delle ultime tre (Parma e Verona in trasferta) sono alla portata. Resta la grande incognita del derby, che si gioca alla penultima giornata. Ma va anche sottolineato che la sfida delle sfide – almeno per i romani – è in programma pochi giorni dopo la finale di Coppa Italia, che potrebbe vedere impegnati proprio i biancocelesti. Più che montagne da scalare, in quest’ultima tappa del campionato Gasperini si trova davanti una serie di curve senza sapere esattamente cosa troverà dopo.

Con quest’ultima vittoria, la Roma ha tre punti più dell’anno scorso dopo la trentaduesima giornata. Tanti? Pochi? Dipende da quale angolazione si guarda questa situazione. Se soppesiamo le vittorie che hanno portato questi 57 punti, notiamo che la maggior parte di essere è arrivata contro squadre di media-bassa classifica. Alla Roma manca il carattere che consente di vincere gli scontri diretti, o almeno di giocarli alla pari. La trasferta di Milano contro l’Inter è stata paradigmatica in questo senso: a una prima reazione dignitosa (gol di Lautaro e pari di Mancini) è seguita una seconda non-reazione che ha portato al tracollo. Non a caso, tra gli ultimi ad arrendersi c’è stato quel Malen che in questi ultimi mesi ha tenuto in piedi la squadra, se non da solo, con la collaborazione degli indispensabili: Svilar, Mancini, Wesley, Konè. Quando due o tre di questi mancano contemporaneamente, la Roma non ha la cifra tecnica e la personalità per reggere l’urto, considerando anche che l’altro giocatore di livello internazionale, Paulo Dybala, è stato pochissimo a disposizione.

A Bergamo, il progetto Gasperini impiegò un po’ di tempo per decollare. A Roma c’è sicuramente meno pazienza. Se non dovesse arrivare la qualificazione per la Champions League (anche se l’allenatore dice “nessuno me l’ha chiesta”), tutto verrebbe sommato: i grandi investimenti, il limitatissimo impiego di alcuni giocatori, i rapporti non idilliaci con Claudio Ranieri e Frederic Massara. Proprio Ranieri prima della partita, ha lanciato un siluro al suo allenatore: “I giocatori che abbiamo preso sono stati tutti concordati con lui”. Niente scuse per l’oggi e nemmeno per un domani ancora da disegnare. A oggi, Gasperini è ancora da considerare l’allenatore della Roma anche per il futuro. Ma nella prossima stagione gli esami inizieranno alla prima giornata. Sempre che l’attrito non diventi troppo forte.