Portogallo, anche senza CR7 Jesus vola: 4 su 4 e una squadra super per andare oltre
Ci può essere un Portogallo senza CR7? La risposta, a oggi, pare affermativa. La Nazionale allenata da Jorge Jesus ha dato riprova di poter andare oltre il suo fenomeno
Alzi la mano chi ha compreso al 100% la posizione dei vertici portoghesi sulla questione Ronaldo. Davanti alle telecamere, Jorge Jesus rivendica le sue scelte e non sembra voler cedere il fianco al fenomeno di Funchal. Ma poi si viene a scoprire che, assieme al presidente Proença, è corso all'aeroporto per fermare il fuggiasco diretto a Madrid. E le ultime dichiarazioni delle due figure apicali vorrebbero una riappacificazione e un ritorno tra i convocati per gli impegni di novembre.
Stando alla condotta recente, l'atteggiamento di Jesus e Proença sembra suggerito da Gianni Morandi. "Ritornerò, in ginocchio da te." Al momento, però, non sembrano esserci aperture da Ronaldo. La soap opera continua nelle prossime puntate, tutte da scoprire. Il caso principe della maxi-sosta, però, non sembra aver scosso in alcun modo l'atmosfera attorno al ritiro della Nazionale lusitana. La risposta della Seleçao all'indomani della rottura è stata assai eloquente: tre match contro la Norvegia (due volte) e la Danimarca, tre successi. Ma allora, l'interrogativo sporge spontaneo all'indomani dell'ultima vittoria di ieri contro la Norvegia: Cristiano Ronaldo serve ancora a questa squadra?
Alt. Premessa doverosa. CR7 rimane la storia del Portogallo. CR7 rimane il Portogallo. Negli annali di questa Nazionale, ci sarà un prima Ronaldo e un dopo Ronaldo. Ma l'era post appare lontana anni luce dalla carenza in termini di squadra di qualche anno fa, in cui il simbolo indiscusso (Cristiano, appunto) andava in ritiro con compagni che non erano campioni, a parte qualche eccezione. Questa epoca, invece, mette in luce una cascina che pullula di talenti. Basta leggere undici titolare e panchina per comprendere il suo spessore internazionale.
Nomi del calibro di Cancelo, Bruno Fernandes, Nuno Mendes, Vitinha, Joao Neves. Altro? Sì, forse. Ma andiamo avanti. La rappresentativa condotta da Jesus è forse votata un filo troppo all'attacco. Ma sta proprio lì la forza di un Portogallo-costellazione.
L'attacco, appunto. Quello presidiato solitamente dal cinque volte Pallone d'Oro. Proprio il curriculum di CR7 ha probabilmente tenuto ostaggio gli ultimi ct, che l'hanno sempre schierato dall'inizio nei massimi tornei continentali e internazionali. Occultando, magari, nuove leve degne di mettersi in vetrina. Su tutte, Gonçalo Ramos. Nelle ultime gare, il centravanti del Milan non ha tremato di fronte al peso di dover ereditare il posto di Ronaldo. Statistiche?
Tre timbri in altrettante presenze da titolare. Gol, oltretutto, da attaccante puro, che sfrutta la profondità e sa farsi trovare pronto in tap-in (Amorim, hai visto?). Il nove portoghese ha tutto per raccogliere il testimone del compagno di reparto, giocando per la squadra e facendosi tassello di uno splendido mosaico. Ramos ha segnato 14 reti in 31 partite col Portogallo. Per arrivare a quella soglia, la punta dell'Al Nassr impiegò 10 gare in più. Una chicca, che magari lascia il tempo che trova.
Sono numeri, certo. Che però testimoniano come ci possa essere vita oltre Ronaldo. La gestione dei dirigenti federali non sarà stata impeccabile, tutt'altro. Ma ciò che conta è il campo. E la reazione è stata esemplare. Nessun condizionamento da un terremoto che poteva scuotere una selezione fondata, nell'ultimo ventennio, sulla classe infinita di Cristiano. Si giocherà tutto nelle prossime ore. Quanto meno, qualora si tenesse il fantomatico summit, Jorge Jesus avrà più di una mossa per mettere sotto scacco il re.
E tra qualche ora, a quasi 10000 chilometri di distanza da Lisbona, un intero Paese eleverà sul trono il suo, di monarca. Un'ultima volta. A Buenos Aires si consumerà l'omaggio dell'Argentina e del mondo a Leo Messi. Il dualismo del pallone, giocato su picchi vertiginosi negli ultimi due decenni, rischia di veder precipitare uno dei due sovrani del calcio mondiale. Proprio a un passo dall'abdicazione.