L'intervista

Pirlo a tutto campo: "In Italia manca coraggio, oggi giocherei in Premier. Champions? La Serie A è lontana dallo standard europeo"

Il "Maestro" promuove il calcio spettacolo europeo e bocca i tatticismi nostrani: "Troppi 0-0 difensivi. Vitinha e Rice sono due stelle a centrocampo, oggi giocherei volentieri con entrambi"

28 Mag 2026 - 11:31
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C'era un tempo in cui il calcio italiano era il centro di gravità permanente del pianeta pallone. Un tempo in cui i più grandi campioni non vedevano l'ora di sbarcare in Serie A per misurarsi con il torneo più bello, ricco e difficile del mondo. Quel tempo, però, oggi appare drammaticamente lontano. A certificarlo, con la lucidità disarmante che lo ha sempre contraddistinto in campo e fuori, è Andrea Pirlo, attuale allenatore dello United FC, intervistato da La Gazzetta dello Sport.

L'ex cervello dei centrocampi di Juventus, Milan e della Nazionale, oggi quarantasettenne, traccia un bilancio dello stato di salute del nostro movimento, partendo dalle macerie di un'Italia rimasta fuori dagli ultimi tre Mondiali. "Fa male, sono molto triste. Il Mondiale è il momento in cui un intero Paese si unisce, un ricordo che ti porti dentro fin da bambino. Vedere l'Italia fuori per tre edizioni consecutive dispiace a tutti, ma la cosa peggiore è che non è cambiato niente, non si è fatto nulla per invertire la rotta".

La Serie A si è trasformata in un campionato di transito, incapace di trattenere i veri top player. Il caso emblematico è quello di Kvicha Kvaratskhelia, esploso a Napoli e oggi colonna del Paris Saint-Germain. "Trattenerlo in Italia? Impensabile oggi. All'estero hanno più soldi e più opportunità per far sviluppare certi campioni. Le nostre squadre non sono più a quel livello. Se fossi un giocatore nel 2026? Non avrei dubbi: giocherei di sicuro in Premier League".

Mentre in Europa si viaggia a velocità siderali proponendo un calcio offensivo e spettacolare, l'Italia sembra rimasta ancorata a vecchi retaggi tattici. "Le grandi squadre europee rischiano, attaccano. La gente va allo stadio per quello, i bambini vogliono vedere quel calcio. Non certo gli 0-0 con dieci persone dietro la linea della palla, quelle partite dove per vedere un tiro in porta ti viene voglia di spegnere la televisione». Sabato la Champions: "Psg favorito, ma occhio alla difesa dell'Arsenal" Due club moderni, che Pirlo inserisce nel gotha europeo insieme al Bayern Monaco. Per l'atto finale, il Maestro si sbilancia: "Dico 2-1 per il Psg. Li vedo leggermente avanti solo per una questione di esperienza, avendo già giocato due finali di recente. Ma l'Arsenal ha appena vinto la Premier e gioca un calcio fantastico".

Sarà una sfida stellare anche a centrocampo, la terra che Pirlo ha dominato per vent'anni. Il confronto tra Vitinha e Declan Rice lo affascina: "Sono diversi ma fondamentali. Vitinha ripulisce ogni pallone e fa girare il Psg sotto pressione; Rice ha una quantità incredibile, chiude ogni buco e recupera tutto. Con chi mi troverei meglio? Potrei giocare tranquillamente con entrambi".  La chiave del match? "La partita si deciderà nella fase difensiva. Gabriel e Saliba dell'Arsenal sono tra i centrali migliori al mondo per fisicità e aggressività. Sarà difficilissimo fargli gol".