Sms ai giocatori dello Spezia, il Parma rischia la Serie A: l'accusa è di tentato illecito

Chiusa l'indagine per gli sms di Calaiò e Ceravolo ai calciatori dello Spezia. Il club: "Sconcerto e sgomento, serve buon senso"

Sms ai giocatori dello Spezia, il Parma rischia la Serie A: l'accusa è di tentato illecito

Tentato illecito: è questa - apprende l'Ansa - l'accusa che la il Procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro fa al Parma e ai suoi giocatori, Calaiò e Ceravolo, per il caso degli sms inviati ai loro colleghi dello Spezia prima dell'ultima gara di campionato. La Procura ha chiuso oggi le indagini, comunicando la violazione dell'art.7 agli interessati, aprendo così l'iter per il deferimento. In caso di sanzione, il Parma rischia la serie A.

LA VICENDA

Tutto nasce dalle giornate che hanno preceduto Spezia-Parma del 18 maggio, il match che ha decretato il ritorno in A della squadra emiliana. La procura Federale ha aperto un'inchiesta per degli sms inviati da alcuni calciatori del Parma (Calaiò e Ceravolo) ai colleghi dello Spezia. La procura aveva già sentito Filippo De Col e Alberto Masi, rispettivamente in campo e in panchina in quel match, il team manager Leonar Pinto e l'ad Luigi Micheli. Calaiò e Ceravolo sono stati ascoltati l'8 giugno scorso a Roma.

Si volveva fare chiarezza sui messaggi inviati da Ceravolo e Calaiò ai loro avversari quattro giorni prima della sfida. Negli sms ci sarebbero stati dei riferimenti ambigui alla prestazione in difesa dello Spezia, una sorta di invito a non impegnarsi troppo. Anche perché la classifica dei padroni di casa era assolutamente tranquilla, mentre il Parma si giocava uno storico ritorno nella massima serie. La partita finì 2-0 per il Parma, promosso, e il match fu già discusso per il rigore di Gilardino: l'ex Parma calciò alto dagli undici metri.

Il Parma, subito l'audizione dei suoi giocatori ha fatto sapere che ai due giocatori è stato "semplicemente chiesto conto di due messaggi di testo, inviati a loro ex compagni di squadra in forza allo Spezia. Il tenore dei testi di cui il Parma ha potuto prendere visione, non contiene alcun tipo di irregolarità o malizia, come già chiarito dai nostri tesserati e come siamo certi verrà accertato anche dagli organi preposti".

L'eventuale sanzione sarebbe "afflittiva", da scontare nel campionato appena concluso, e il Parma potrebbe perdere la serie A. Gli emiliani infatti dopo la vittoria esterna sullo Spezia raggiunsero in classifica i 72 punti alla pari con il Frosinone, (Palermo a 71 punti). Grazie ai risultati più favorevoli negli scontri diretti, il Parma ha così ottenuto la promozione in serie A, mentre Frosinone e Palermo sono andati ai playoff. Ecco perché in caso di penalizzazione sul torneo appena finito, la classifica verrebbe riformulata e potrebbero cambiare le carte in tavola, riaprendo le porte della Serie A anche al Palermo.

IL PARMA: "PUBBLICATE I TESTI DEGLI SMS, VI ACCORGERETE CHE NON C'È NULLA"

Sconcerto e sgomento. Sono questi i sentimenti, riassunti in un lungo comunicato, del Parma Calcio 1913 dopo la notizia del deferimento per la presunta violazione dell'articolo 7 del codice di Giustizia Sportiva per gli sms inviati dai suoi giocatori Calaiò e Ceravolo a due colleghi dello Spezia prima del match con la formazione ligure, vinta dal Parma e coincisa con la promozione in serie A. Sconcerto perché il club emiliano continua a ritenere che "testo e tenore dei messaggi in questione non possano integrare una fattispecie così grave" confidando "che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso".

Proprio per questo motivo il Parma chiede espressamente che, "come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi".

"Già nel recente passato, il Parma Calcio ha dovuto sopportare danni di immagine notevoli in ordine ad accuse infamanti rivelatesi infondate, senza ricevere alcuna tutela - si legge ancora nella nota - Nelle ultime settimane sta inoltre assistendo ad un crescendo di dichiarazioni aggressive e insinuanti da parte di tesserati e dirigenti di altre società, senza che nessuno abbia mai censurato questi comportamenti o mosso un dito".

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