IL RICORDO

Oggi Pablito avrebbe fatto 70 anni: quando tutto il mondo ci invidiava il centravanti

Il 23 settembre 1956 nasceva Pablito Rossi. In quello che sarebbe stato il giorno del suo 70esimo compleanno, un ricordo del bomber del Mundialito

23 Set 2026 - 12:58
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Una festa molto speciale si terrà oggi lassù. Paolo Rossi spegnerà 70 candeline e ci piace immaginarlo in compagnia di Franco Baresi, di Gaetano Scirea e di Enzo Bearzot a celebrare questo traguardo. Il sottofondo musicale non potrebbe che essere "Un'estate al mare", canzone di Giuni Russo simbolo di quella estate magica. 

Quei memorabili sei giorni che fecero conoscere al mondo intero quell'attaccante all'apparenza mingherlino, ma che sprigionava un'agilità e una tecnica impareggiabili, ispirarono un'intera generazione di calciatori e non. E nessuno sapeva che, di centravanti così, non ce ne sarebbero più stati. 

Per carità, da quel fantastico 1982, la Nazionale azzurra ne ha conosciuti di bomber così. Otto anni dopo toccò a Totò Schillaci raggiungere il numero di gol segnati in un singolo Mondiale. Ma come noto, quei sei centri portarono solamente una medaglia di bronzo a Italia '90. Nelle edizioni successive (tra USA '94 e Corea del Sud-Giappone 2002), Roberto Baggio e Bobo Vieri raggiunsero Rossi nella classifica all-time di marcatori azzurri ai campionati mondiali. 

Come Pablito, però, non ci sarà mai più nessuno. La storia del Pallone d'Oro 1982 racconta di un uomo semplice. Ed essendo un essere umano come tutti, sbaglia. La squalifica per lo scandalo Totonero gli costò due anni di squalifica. Un arco di tempo che poteva costargli l'esclusione da quello che sarebbe stato il suo Mondiale. Ma Bearzot, contro tutto e tutti, lo convocò. 

Seguirono critiche aspre dall'opinione pubblica per il rendimento di Rossi nelle prime partite di Spagna '82. Ma il commissario tecnico non arretrò di un centimetro e confermò la punta, allora alla Juventus. Mai scelta fu più azzeccata. Il resto è inciso nella leggenda.

Quella di Pablito è una storia che dovrebbe essere una stella polare per ogni attaccante che abbia calcato un campo da calcio con la maglia della nostra Nazionale. Specialmente in un'epoca carente da troppo tempo di bomber azzurri. Fare il centravanti, in Italia, è mestiere di una difficoltà seconda quasi solamente a esercitare la carica da presidente del Consiglio. L'esposizione a polemiche e disapprovazioni è all'ordine del giorno.

In quel caso, avere alle spalle un allenatore come Bearzot aiuta. E così come Rossi deve essere di esempio per i giovani attaccanti di oggi, i mentori di quest'ultimi sono chiamati a prendere spunto dal fumatore di pipa più famoso della storia del nostro Paese. Dare fiducia è il miglior modo per veder sbocciare i talenti nostrani, con pazienza e senza curarsi delle malelingue.

A dicembre saranno sei anni senza bomber Pablito. Ma nel giorno del suo 70esimo compleanno, il suo nome riverbera ancora in ogni stadio, in ogni campo di allenamento. Ma più in generale, nella mente di ogni italiano che, in quell'estate del 1982, voleva essere come lui.